Come riconoscere un narcisista patologico

Sentiamo continuamente parlare di “narcisisti”, c’è una vera e propria speculazione attorno a questo termine che definisce, invece, un ben preciso disturbo di personalità. Ma quando si parla di personalità narcisistica? E come riconoscere un narcisista patologico?

Può sembrare semplice ma non lo è, come riconoscere un narcisista patologico e distinguerlo da un semplice egocentrico? Tutti noi siamo in qualche modo influenzati dall’approvazione/disapprovazione delle persone a cui teniamo. In alcuni casi tuttavia, la ricerca di queste continue “conferme narcisistiche” appare eccessiva. Questo comporta un’estrema concentrazione su di sé.

Termini come “personalità narcisistica” o “narcisismo patologico” si riferiscono a persone che hanno un alto grado di preoccupazione per sé. Queste presentano una fortissima sensibilità sia all’approvazione che alla critica.

Il termine fu utilizzato da Freud per distinguere l’energia pulsionale sessuale. Oggi non possiamo ridurre questo problema a tematiche pulsionali.

Vediamo meglio cosa si intende per narcisismo

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Nell’esperienza del narcisista, infatti, sembra esserci un deficit. Qualcosa che manca.
Preoccupati di come appaiono, questi soggetti possono sentirsi estremamente disonesti e incapaci di amare. Sono persone che si sentono estremamente vuote. Temono di non essere adeguate.

Rimuginano continuamente su risorse possibili. Tutto per sembrare adatti ad ogni contesto. L’immagine prende il posto della sostanza. Non c’è autenticità nell’essere.

Si tratta di personalità ben adattate che a volte, tuttavia, presentano sintomi che possono apparire come indizi di psicosi. Possiamo trovare: sospettosità paranoidi, sensazioni corporee deliranti, alterazioni della percezione di sé.

Ecco alcuni sintomi tipici:

  • Fantasie perverse e mancanza d’interesse nella sfera sessuale
  • Inibizioni in campo lavorativo
  • Difficoltà a stabilire o mantenere rapporti e attività delinquenziali in quella sociale.
  • La mancanza di senso dell’umorismo
  • Mancanza di empatia
  • Mancanza del senso delle proporzioni
  • Attacchi di collera incontrollabile
  • Abitudine alla menzogna.

Per concludere nella sfera psicosomatica sono comuni le preoccupazioni ipocondriache e i disturbi vegetativi.

Come riconoscerlo concreto!

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Il disturbo narcisistico porta l’individuo a credersi autosufficiente. Non sente di aver bisogno degli altri. Si ritiene dotato di abilità e poteri speciali. Considera chiunque altro insignificante e privo di valore.

Solitamente, a livello sociale, il narcisista dà il meglio di sé: spicca in professioni dov’è fondamentale essere al centro dell’attenzione, cerca il consenso pubblico. Esercitando un iniziale formidabile fascino seduttivo sulla “preda”, questa tipologia di soggetto agisce con il love bombing. Sono adesivi alle fantasie segrete della “vittima designata”, che, solitamente, è una persona bisognosa di credere in un futuro diverso, che magari cerca un riscatto, una famiglia idealizzata che non ha mai avuto.

Il narcisista patologico ha delle caratteristiche abbastanza specifiche:

  • Ha un senso grandioso di importanza
  • Esagera risultati e talenti
  • Si aspetta di essere notato come superiore senza un’adeguata motivazione.
  • È solitamente assorbito da fantasie di illimitato successo, potere, fascino, bellezza e di amore ideale.
  • Crede di essere speciale, unico e di poter essere capito solo da persone speciali
  • Richiede un’eccessiva ammirazione
  • Ha la convinzione che tutto gli sia dovuto.

Ha l’irragionevole aspettativa di trattamenti di favore o di soddisfazione immediata delle proprie aspettative e ha la tendenza allo sfruttamento interpersonale, cioè si approfitta degli altri per i propri scopi. Il narcisista patologico, inoltre, è spesso invidioso degli altri o crede che gli altri lo invidino.

Mostra comportamenti o atteggiamenti arroganti e presuntuosi, è svalutante nei confronti altrui e fa leva sul senso di colpa, che usa spesso per manipolare e controllare l’altro.

Ma come si comporta il narcisista patologico nelle relazioni?

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All’inizio il suo unico obiettivo è sedurre e lo farà con mille attenzioni. Ciò avviene perché inizialmente il narcisista patologico si specchia nel partner, comportandosi come egli vorrebbe ci si comportasse con lui e trasmettendo un’immagine ideale. È affascinante e carismatico e dà alla donna la sensazione di essere speciale.

All’idealizzazione della partner segue la svalutazione: dopo averla resa una parte di sé, pensa di averne il controllo come di una parte del proprio corpo. L’altra persona non ha per lui né bisogni né individualità. Manca di empatia e pertanto i bisogni altrui passano sempre in secondo piano.

Gioca con i sensi di colpa e ha la tendenza a scaricare la responsabilità sempre sull’atro, anche esprimendo rabbia. Sa sempre bene dove andare a colpire. Ha la tendenza ad essere molto critico e a rendere la partner insicura, debole e inadeguata.

Come riconoscere un narcisista patologico? Parla quasi sempre di se stesso e non ascolta l’altro. Non accetta di non piacere a tutti, per questo utilizza diverse maschere  e può sbalordire con grandi gesti.

Manipola ed è bugiardo: stando insieme ad un narcisista patologico ci si può sentire frustrati ed arrabbiati senza sapere bene il perché. Può essere apertamente aggressivo o incutere colpa attraverso un mutismo che può durare giorni. È incapace di mettersi in discussione, quindi non ammette mai di aver sbagliato e non chiede scusa.

Come gestire un narcisista patologico?

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Il narcisista patologico non riesce ad innamorarsi. Valuta l’altro come una parte di sé e non può prendere amore perché non si fida. Il partner innamorato di lui è visto come debole. Non chiude mai con le ex perché sono un bacino di rifornimento narcisistico.

È importante far caso che in tali relazioni la sofferenza diventa maggiore rispetto al piacere. Quindi, deve trovare la forza di abbandonarlo, lasciarlo, bloccando ogni tipo di conversazione. Questo ovviamente non è assolutamente facile perché la partner si incastra perfettamente a tale figura.

Tuttavia è possibile provare a non avere aspettative su di lui. Non cercare gratificazioni per i successi o gli sforzi. Riconoscere gli atti manipolativi ed evitarli. Curare la propria indipendenza ed i propri bisogni.

Non sentirsi in colpa per i propri stati d’animo. Inoltre per evitare di incappare in più storie con un partner simili è opportuno rivolgersi ad uno psicoterapeuta. La “vittima” è anch’essa una narcisista mancata che cerca nel partner ideale un suo riscatto.

Bibliografia

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  • Freud S.Introduzione al narcisismo, Vol. 7, Torino, Boringhieri, 1914.
  • Kernberg, O. (1984).Disturbi gravi della personalità. Bollati Boringhieri, Torino, 1987.
  • M. Klein (1921-1958). Scritti 1921-1958. Boringhieri, Torino, 1978.
  • N. Mc williams (2012) la diagnosi psicoanalitica. Astrolabio,Roma.
  • H. Kohut (1971). Narcisismo e analisi del Sé. Bollati Boringhieri, Torino, 1976.
Eva Iori

evaiori@hotmail.it

Eva Iori, nata a Roma  è una psicologa appassionata del funzionamento della psiche che da sempre si è interessata alle problematiche femminili,  e "all'archeologia dell'anima"

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