Quando c’è violenza, non c’è amore

Quando c’è violenza, non c’è amore. Per la Posta del Cuore, leggiamo la lettera di Azzurra.

Quando c’è violenza non c’è amore, è di questo che parliamo oggi nel nuovo appuntamento de La Posta del Cuore! Quella di oggi è una lettera che mi è arrivata poche settimane fa, che ho deciso di condividere con voi perché mi permette di trattare un tema che mi sta molto a cuore.

Quella di oggi è la lettera di Azzurra, una ragazza che vuole riconquistare il suo ex, un ex violento dal quale è dipendente e di cui non vuole liberarsi. Quella di oggi è una lettera che mi ha turbato perché la verità è una sola: se un uomo vi picchia, non vi ama!

Se c’è violenza non ci può essere amore.

Posta-del-cuore
Photo Credit: Chez_Madeleine on Instagram

Ciao Madeleine,

come stai? Io a pezzi, ecco perché mi sono decisa a scriverti! Ero molto titubante, se posso essere sincera, devo confessarti di non aver mai creduto a questo genere di aiuto, tantomeno in forma virtuale… Eppure eccomi, disperata, in cerca di un aiuto per riconquistare il mio ex. Mi chiamo Azzurra, ho 28 anni e una lunga, dolorosa storia alle spalle: 2 anni fa ho incontrato Lorenzo, più piccolo di me di 3 anni e mi sono innamorata all’istante. Lui mi ha corteggiata a lungo e per amor mio, dopo un paio di mesi che stavamo insieme, si è trasferito nella mia città, a migliaia di kilometri da casa e dalla sua famiglia. Il primo anno, però, devo ammettere che io ho sbagliato tantissimo: alle sue richieste di andare a vivere insieme rispondevo sempre in maniera evasiva e fredda (non ero economicamente indipendente e non volevo dipendere da lui) e quando discutevamo e lui diventava aggressivo e mi mancava di rispetto io troncavo la discussione andandomene e lasciandolo solo, nella casa che lui aveva preso in affitto solo per colpa mia!
Ovviamente, come puoi immaginare, lui si è stancato di me e ha iniziato ad allontanarsi, finché un giorno controllando i suoi social ho scoperto che mi aveva tradito innumerevoli volte, anche con una escort… e non aveva nemmeno usato le precauzioni! Lo so che in realtà è stata colpa mia, ma quando ho letto quei messaggi sono impazzita lo stesso: gli ho detto che era finita e me ne sono andata. Lui ha iniziato a chiamarmi e mandarmi messaggi, ai quali io non ho mai risposto, finché un giorno è venuto in ufficio e per paura che facesse scenate l’ho seguito giù. Mi ha chiesto di entrare in macchina con lui ma io avevo troppa paura, così mi sono messa accanto alla sua auto con la mia: abbiamo parlato per un po’ con i finestrini aperti, finché non abbiamo iniziato a litigare e lui è sceso dalla sua auto e mi ha rotto a pugni il cruscotto di vetro. Mi ha trascinata in macchina con lui e ha iniziato a vomitarmi addosso tutti i miei errori, così io per ferirlo gli ho detto che anche io avevo baciato un altro… Lui mi ha dato uno schiaffo rompendomi anche gli occhiali. Quando i miei hanno saputo cos’era successo hanno minacciato di denunciarlo, ma io non ho voluto. L’ho costretto ad andare insieme a me da una psicologa, ma la sua aggressività non ha fatto che aumentare… lui si è trasferito di nuovo dai genitori, che non vedevano di buon occhio la nostra storia perché litigavamo sempre.

L’amore e la violenza sono parte di un cerchio, a volte è difficilissimo distinguerli chiaramente.

Non so quante volte ho fatto avanti e indietro per lui, eppure la nostra storia si è deteriorata sempre di più e ogni litigata era una tragedia: lui mi insultava, mi minacciava anche di morte e di farmi rivivere esperienze traumatiche del mio passato… Se provavo a lasciarlo me lo impediva, ma allo stesso tempo faceva di tutto per farmi capire che non ero la donna che faceva per lui. Qualche mese fa, però, dopo l’ennesima lite lui mi ha cacciata, ha detto che non ho mai fatto nulla di buono per lui e mi ha lasciata.
Non ti nego che in un primo momento mi sono sentita quasi sollevata, perché egoisticamente pensavo fosse meglio per me non dover più fare avanti e indietro o sopportare le sue scenate. Però col tempo mi sono resa conto che in effetti lui ha avuto le sue buone ragioni, se all’inizio non fossi stata così fredda e codarda, se non fossi fuggita ogni volta che litigavamo, probabilmente tutta la sua aggressività non sarebbe mai venuta fuori… non ci sarebbero stati motivi di lite, quindi lui non mi avrebbe mai minacciata, colpita o offesa in alcun modo. Considera che all’inizio anche se solo mi diceva ‘mi hai stufato’ stava lì a chiedermi scusa per ore, questo non vuol dire forse che la sua natura è buona e che sono stata io a tirare fuori il peggio di lui, come mi ha rinfacciato praticamente ad ogni nostra discussione?
Ora sono decisa ad essere una donna migliore, ho capito tutti i miei errori… Ma come faccio a riconquistarlo? Ho bisogno di te!
Ti ringrazio in anticipo,
Azzurra

Voi cosa rispondereste ad Azzurra?

Cosa pensate di questo tipo di rapporti? Secondo voi quando c’è violenza ci può essere amore? Tornate mercoledì su Chezmadeleine.it per leggere la mia risposta. Stay tuned

Photo Credit: GiornaleMetropolitano.it

Mia cara,

grazie per aver letto tutto l'articolo e non essere passata oltre. Per noi significa molto perché fa sentire il nostro lavoro apprezzato.

Forse avrai notato che abbiamo eliminato le pubblicità dagli articoli e che non ci sono più post sponsorizzati. Siamo convinte che per tenere alta la qualità bisogna saper fare anche delle rinunce.

Se ti piace quello che facciamo e vuoi aiutare madeleineh.it a restare libera da pubblicità, puoi sostenerci come indicato qui, oppure se ti va puoi offrirci una tazza tè!

Grazie da me e dal mio staff,

Titta

Titta è una Love Coach e il braccio destro di Madeleine. Nata nel 1988 a Napoli dove vive il suo Mister Giusto. Titta è laureata in Scienze della Comunicazione, è dipendente dalle serie tv e una vera divoratrice di libri

3 Commenti
  1. Ciao Azzurra, che bel nome che hai!
    Spesso chiediamo consigli, sperando che gli altri ci dicano ciò che vogliamo sentirci dire e, forse, se hai scritto a M. con titubanza, è perché sai che noi ti avremmo detto ciò che forse non ti piace sentire e, che sai che è giusto.
    Ti contraddico e cerco di farlo con tutta la delicatezza di cui sono capace.
    Non credo che tu debba riconquistarlo.
    Non sei stata tu a tirar fuori il peggio di lui. Gli uomini violenti fanno questo, ci fanno credere di essere niente e di essere noi la causa, ma non è così. Certo, magari avrai sbagliato, ma nessun tuo comportamento avrebbe dovuto permettere a lui di essere violento con te e, soprattutto, non avresti dovuto permetterglielo tu. Capisco che quello che io sto dicendo può sembrarti stupido, perché starai pensando “non capisce, non sa bene la situazione”, no, non è colpa tua Azzurra, le mani addosso non te le deve mettere nessuno, mai, MAI.
    Sei intelligente, volta pagina e fatti una vita, che ne abbiamo una sola e di femminicidio, oggi, si parla anche troppo.
    Salvati Azzurra, non solo smettere di respirare è sinonimo di morte, anche smettere di vivere, lo è!

Rispondi

La tua email non sarà mostrata.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.