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Come sopravvivere a San Valentino se sei single…

Sta mattina apro l’agenda e mi accorgo che siamo già al primo lunedì di febbraio e che mancano una decina di giorni a San Valentino. Per tanti anni il 14 febbraio è stato per me un giorno da incubo, il peggiore di tutto l’anno. Il ricordo più orrendo risale alle elementari, quando la popolarità delle bambine viene misurata in base al numero di Baci Perugina che siriceve in dono. Che poi a me i Baci Perugina manco piacciono! Me ne stavo sconsolata con una mia amichetta all’ingresso della scuola, sapevo che non avrei ricevuto niente, con buona pace del mio ego. Per prenderci un po’ in giro una bambina di un anno più grande – e per questo assolutamente credibile ai nostri occhi – ci disse che se avessimo chiuso gli occhi e contato fino a ventuno avremmo ricevuto un regalo dal bambino che ci piaceva.
Noi ligie al dovere abbiamo chiuso gli occhi contato fino a ventuno e…
Il bambino che piaceva sia a me sia alla mia amicheta – in fatto si sharing i bambini stanno avanti anni luce – si stava avvicinando verso di noi con in mano una scatola enorme di cioccolatini. Noi eravamo trepidanti e quando finalmente ci ha raggiunte si è limitato a chiederci se avessimo visto Ilaria ( la bambina che invece piaceva a lui e che ovviamente lo snobbava).

Una scena così perfetamente comica e tragica allo stesso tempo mi è rimasta bene impressa nella mente per sempre. Anche perché per anni ha fatto da specchio alla mia situazione sentimentale tanto comica quanto tragica.

Poi ci fu la svolta, e non perché avessi trovato qualcuno con cui passare i miei San Valenitno, ma perché decisi di cambiare profondamente il mio atteggiamento verso una giornata tanto odiata. Ero nella mia fase “incazzata con il mondo, soprattutto con gli uomini” e senza saperlo stavo iniziando a buttare giù le basi per il mio Metodo. Non volevo passare un altro 14 febbraio a casa mia a strafogarmi di gelato e autocommiserazione.

Ci pensai per un po’ e poi arrivò l’idea geniale. Una cena per single.

All’inizio non sapevo bene come gestire la cosa, poi  mi lanciai, chiamai un paio di mie amiche non accompagnate, un paio di ragazzi senza fidanzata e li “convocai” a casa mia dando il permesso di estendere l’invito ad altri single. Alla fine eravamo in dodici. Sette ragazzi e cinque ragazze e passammo una serata davvero carina. Da quell’anno in poi è nata una specie di tradizione che è stata portata avanti negli anni. Anche dopo che ho conosciuto il mio Mister Giusto una mia cara amica, che si è trovata sola dopo anni di fidanzamento, ha deciso di offrire la sua casa ai cuori solitari. In fondo i single, sia maschi che femmine, sia che siano contenti o meno della loro condizione, sono sempre ben felici di passare la festa degli innamorati in compagnia. Anche perché uscire il 14 febbraio è impossibile visto che tutte le coppiette dai dodici ai novantatre anni decidono di andare a cena a ristorante.

Il cambiamento vero, però, non stava nello scegliere di passare il giorno di San Valentino in compagnia, anziché da sola. Il cambiamento più importante è stato nel mio atteggiamento, che ha smesso di essere negativo e passivo. Non volevo più restare in un angolo ad aspettare che qualcuno mi regalasse i Baci Perugina. Ho scelto io come passare la mia serata e mi sono organizzata. Punto! Quando è questo a cambiare poco importa il come si decide di passare la serata. Se vi piace starvene a casa da sole sul divano a mangiare gelato e piangere davanti a u film strappalacrime va benissimo. Purché siate voi a sceglierlo e non un ripiego!

E voi favolose ragazze single? Come pensate di passare la serata di San Valentino?