Come gestire l’ansia da prestazione

Quando si parla di ‘ansia da prestazione’ si pensa esclusivamente all’ansia legata alle performance sessuali. È invece importante conoscere le caratteristiche di questo disturbo legato al timore di fallire o di non raggiungere un obiettivo.

Ognuno di noi, nella vita privata come a scuola o nel lavoro, può provare ansia da prestazione. In questo articolo spiegheremo come riconoscerla e in che modo affrontarla per raggiungere il benessere psicologico.

Iniziamo col dire che l’ansia è un’emozione. Questa innesca uno stato di allarme volto al controllo degli eventi futuri per evitare conseguenze negative. In parole semplici, l’ansia anticipa il futuro per evitare situazioni avverse.
Ma quando questa emozione si manifesta in modo eccessivo, può divenire limitante. Può portarci a temere in modo sproporzionato di fallire l’esecuzione delle nostre attività. Ad esempio, possiamo temere di non riuscire a parlare in pubblico (nello scenario ideale a scatenare ansia da prestazione è sempre presente un pubblico).

La paura di fare una “figuraccia”, di trovarsi al cospetto di qualcuno che possa considerarci inadeguati e incapaci, indica una carenza di autostima in noi, una NOSTRA insicurezza. E in molti casi una buona dose di perfezionismo.

I sintomi e le conseguenze dell’ansia da prestazione

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L’ansia – indipendentemente dalla tipologia – è caratterizzata da sintomi che devono essere riconosciuti per capire come sconfiggerla.
I sintomi fisici dell’ansia da prestazione possono essere: tachicardia, respiro affannoso, oppressione toracica, nodo alla gola, sudorazione eccessiva, vertigini, chiusura allo stomaco, nausea, disturbi gastro-intestinali, cefalea tensiva, insonnia… Tali sintomi tendono ad aumentare all’avvicinarsi della “prova”.
Combattere l’ansia significa risolvere uno stato d’animo di continua preoccupazione e tensione mentale riferito a qualcosa che dovrà avvenire. Significa ridimensionare la visione tragica della nostra performance.

Come gestire l’ansia da prestazione?

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Alla base dell’ansia da prestazione si trova il bisogno di controllo.
La realtà è che in ogni ambito e per raggiungere qualsiasi risultato ci saranno sempre variabili che non possono essere controllate. Quindi è necessario accettare che successi e  fallimenti dipendono da noi solo in parte, poiché vengono influenzati anche da eventi e circostanze esterne.

Alcuni accorgimenti ed esercizi per contenere l’ansia da prestazione ci possono aiutare a diminuire l’attivazione corporea e il tipico “rimuginio”. Il consiglio più importante per risolvere una situazione di ansia è quello di non focalizzare il pensiero sul punto di arrivo, ma sul percorso per raggiungere l’obiettivo.
Concentrarsi su ciò che non possiamo controllare occupa la nostra mente in pensieri inutili. Il risultato è di generare solo altra ansia, perdendo tempo prezioso.
Un ulteriore esercizio utile è quello di concentraci sulla respirazione, visualizzando l’aria che entra dal naso ed esce naturalmente dalla bocca.

Se l’ansia prende il sopravvento…

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Nel caso l’ansia da prestazione si riveli difficile da gestire o intralci le normali attività quotidiane, è possibile contattare un professionista. Un’adeguata terapia ci aiuterà a comprendere le insicurezze alla base del problema, lavorando sul contenimento delle stesse al fine di vivere diversamente le prove e gli esami.

Eva Iori

evaiori@hotmail.it

Eva Iori, nata a Roma  è una psicologa appassionata del funzionamento della psiche che da sempre si è interessata alle problematiche femminili,  e "all'archeologia dell'anima"

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