Perché non festeggiare la festa della donna?

Ogni anno, di questo periodo, la mia riflessione è sempre la stessa: perché non festeggiare la festa della donna? Perché non celebrare le donne almeno un giorno l’anno?

Con l’avvicinarsi dell’otto marzo nella mia testa c’è sempre la stessa domanda: perché non festeggiare la festa della donna? Come ben sapete io sono sempre dalla parte delle donne. Il mio sito è fatto su misura per le donne, e tra le rubriche più lette e più seguite c’è proprio la nostra Women Power, che ci racconta storie di donne che possano essere di ispirazione per le altre.

Non solo, i miei Podcast, i libri, i corsi e tutto quello che faccio è sempre dalla parte delle donne. Mi piace essere una donna per le donne.

Lo dico a scanso di equivoci, perché è importante che sappiate da chi vengono le parole che sto per scrivere.

Perché la domanda vera che dovremmo porci non all’avvicinarsi dell’otto marzo ma ogni giorno è se c’è ancora bisogno di un giorno per celebrare noi donne? E la risposta che ogni volta mi do è sì. Purtroppo sì!

L’origine della festa della donna.

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Le origini della giornata internazionale della donna sono state a lungo incerte. La verità è che l’idea di celebrare le donne nacque nel 1909 negli Stati Uniti su iniziativa del partito socialista locale.

Iniziativa apprezzata e approvata da Clara Zetkin che, l’anno successivo, la portò al Congresso di Copenaghen. All’inizio la giornata per la donna si celebrava in date diverse a seconda delle nazioni. Per avere una data unica per tutti bisogna aspettare il 1921.

Perché proprio l’otto marzo?

Negli anni è stato detto di tutto. Soprattutto spesso si è raccontato che fosse l’anniversario di episodi drammatici che avrebbero coinvolto le donne lavoratrici. La verità è che l’otto marzo è stato scelto in memoria di una manifestazione con cui le donne di San Pietroburgo hanno protestato contro lo zarismo.

Con l’isolamento dell’Unione Sovietica comunista, però, si è cercato di modificare la realtà storica. Di sicuro il mondo di inizio novecento era molto diverso da quello che viviamo oggi. Ecco perché io mi faccio sempre la stessa domanda…

C’è ancora bisogno dell’otto marzo?

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Nel ventunesimo secolo noi donne abbiamo raggiunto tantissimi risultati. Abbiamo il diritto di voto, possiamo iscriverci a qualunque università e in teoria possiamo intraprendere qualunque carriera.

Poi, però, penso che in Italia non abbiamo mai avuto una donna Presidente della Repubblica e stiamo vedendo all’opera una Presidentessa del Consiglio dei Ministri per la prima volta nella nostra storia.

Anche negli “evolutissimi” Stati Uniti non c’è mai stato un presidente in gonnella e che solo da poco è stata eletta una Vice Presidente donna.

O ancora che proprio nel primo anno della Pandemia e del Covid il 99% di chi ha perso il lavoro è proprio una donna.

Insomma di otto marzo ne abbiamo ancora troppo bisogno… anche se più andiamo avanti più mi rendo conto che è più facile regalare delle belle mimose che impegnarsi sul serio per cambiare le cose!

Madeleine

Madeleine H., nata a Roma nel 1982, vive con il marito e i due figli Penelope e Ciro a Napoli. È autrice di diversi manuali di consigli d'amore tra cui i popolarissimi Il Metodo e Sos Ex e di diversi romanzi Chick Lit.

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