Amelia Falco: la vita dopo Masterchef

Cuoca, mamma, compagna: Amelia Falco racconta la sua vita a metà tra i fornelli del ristorante Zest e quelli della sua cucina di casa

La nostra rubrica Women Power nasce per raccontare storie di donne speciali, la cui storia può ispirarci tutte, donne come Amelia Falco! Lei ama definirsi una chef autodidatta e in molti la conoscono grazie alla sua partecipazione a Masterchef.

Amelia è riuscita a farsi strada in un mondo che è, paradossalmente, declinato al maschile: la figura della donna è legata alla cucina nella quotidianità, come una banale faccenda di casa, ma sono gli uomini a costituire il 96% dei cuochi professionisti.

In quest’intervista la Falco ci ha spiegato come fa a destreggiarsi in questo mondo e come fa a conciliare la sua vita da chef e quella da compagna e madre.

Protagonista della rubrica Women Power oggi è Amelia Falco: ecco chi è l’ex concorrente di Masterchef

Amelia Falco
Photo Credit: Amelia Falco on Instagram

Ciao Amelia, in molti ti conoscono grazie alla tua partecipazione a Masterchef Italia, ma noi vogliamo fare un passo indietro: come nasce la tua passione per la cucina? C’è chi penserebbe che tu sia figlia d’arte, visto che tuo padre è uno chef…

La mia passione per la cucina nasce già da bambina: ho sempre adorato guardare le mie nonne cucinare e tutti i giorni mi ritrovavo con le mani in pasta insieme alla mia nonna materna. Lei mi ha insegnato tantissimo e le devo molto di quello che so. Non si trattava, però della cucina “professionale” di cui si occupava mio padre.

Devo confessarti che, in realtà, avevo proprio escluso la possibilità di intraprendere la sua stessa carriera. Vedevo i tanti sacrifici che doveva compiere: era spesso lontano da casa, anche durante le feste, era sempre al ristorante a cucinare… Tutto questo mi aveva spinta a rinunciare alla possibilità di seguire le sue orme e a compiere tutto un altro percorso di studi. 

E cosa ti ha fatto cambiare idea? 

Ho iniziato a sperimentare dopo aver incontrato Roberto, il mio compagno, undici anni fa. Inizialmente semplicemente per sorprenderlo con dei piatti più particolari, poi ci siamo ritrovati a fare i conti con una situazione più grande di noi.

Roberto ha combattuto contro un brutto male, dieci anni fa: ha subìto tredici operazioni, cicli di radio e chemioterapia e l’amputazione della gamba, oggi ha una protesi totale di gamba destra. In quel periodo il suo appetito era sparito e così, armata di buona volontà, mi sono impegnata a preparare piatti che potessero stimolarglielo.

Non mangiando e facendo quel tipo di terapia, il suo corpo si era debilitato, quindi era proprio una questione di sopravvivenza. Iniziai così a documentarmi, informarmi, sperimentare. Cucinavo per salvarlo, era diventata davvero una questione di vita. 

L’esperienza a Masterchef

Masterchef
Photo Credit: Amelia Falco on Instagram

Per fortuna avete superato questo brutto periodo e nel 2014 è arrivata l’esperienza a Masterchef. Ai provini hai dovuto sgomitare con 18000 aspiranti concorrenti provenienti da tutta Italia. Cosa ti ha spinto a iscriverti alle selezioni?

Sono sempre stata una grande fan di questo programma, quindi l’ho sempre seguito. Seguivo tutte le edizioni: quella italiana, quella americana, quella australiana che adoravo. Un giorno, per caso, al termine di una stagione, incappai nel banner pubblicitario per l’iscrizione ai casting, quindi mi dissi “perché no?”.

Inviai la mia candidatura senza alcuna aspettativa e invece qualche settimana dopo fui richiamata per la prima intervista telefonica. Il solo fatto di essere notata mi regalò una grande soddisfazione, arrivare ai casting, poi, mi sembrava un sogno. 

Beh, sei arrivata fino alla fine e ti sei classificata terza. Come hai vissuto quell’esperienza?

In realtà ho vissuto tutto il mio percorso per gradi: ogni traguardo raggiunto, ogni pressure test scampato mi davano gioia. Ero già felice di essere arrivata, ogni volta, a quel punto. Ovviamente giunta alla fine, avevo iniziato a credere nella vittoria! E poi avevo l’appoggio di Roberto!

Mi ha sostenuta, mi ha dato forza, mi ha caricata nei momenti in cui volevo mollare, in cui non ci volevo credere, in cui pensavo che non ero all’altezza degli altri e di quel contesto. Mi ha dato tanta sicurezza ed è stato un grande motivatore: la mia forza sono stati lui e la mia passione per la cucina.

Durante tutta l’esperienza lui era lì a ricordarmi quello che avevamo vissuto, tutte le feste trascorse in ospedale, io e lui da soli: “Abbiamo combattuto una guerra, questa è una competizione, ma tu hai tutte le capacità! Vivila come un gioco!”. 

Amelia Falco: la vita dopo Masterchef

Women Power
Photo Credit: Amelia Falco on Instagram

Dopo ti sei data da fare con molti workout e progetti legati al programma. Ma cosa ti ha lasciato la trasmissione? Oggi Amelia Falco è…

Che domanda difficile! Masterchef mi ha insegnato, innanzitutto, a capire i miei limiti e a cercare di superarli in tutti i modi. Ed è stato proprio un lancio, sono cresciuta tantissimo professionalmente! Sono passata dal cucinare in casa, per la mia famiglia, a confrontarmi con grandi nomi della cucina italiana.

Oggi posso dirti che sono una donna che ama la cucina in tutte le sue forme: da quella casalinga, rustica, a quella più originale. Che io mi trovi seduta a tavola o ai fornelli. Non ho la presunzione di sentirmi “arrivata”, però, mi piace definirmi una “chef autodidatta”. Non ho una formazione classica, ho imparato sperimentando, mettendomi in gioco, divertendomi.

Il mondo della cucina è un mondo che, contro ogni aspettativa, vanta un numero di “quote rosa” davvero irrisorio: alcune statistiche stimerebbero che le “chef in rosa” costituiscono solo il 4% degli chef stellati nel mondo. Cosa pensi di questi dati inaspettati? 

È vero, purtroppo le quote rosa in cucina sono davvero ridotte. Credo sia dovuto al fatto che, anche per una questione culturale e di convenzione sociale, noi donne siamo più devote alla famiglia. Io per prima sono molto legata ai miei figli e al mio compagno, ma tengo tantissimo anche al mio lavoro, quindi cerco di dividermi equamente tra la cucina di casa e quella del ristorante.

Devo ammettere, però, che non è semplice. Magari alcune donne non sono pronte o attratte da questa prospettiva di vita, così poco “standard”. Credo che giochi molto il ruolo della famiglia e la possibilità di bilanciare i due aspetti. 

Tu hai mai vissuto qualche tipo di discriminazione?

Devo confessarti che non ho mai vissuto nessun tipo di discriminazione, almeno non in quanto donna. Ne ho vissute di più in quanto giovane e in quanto ex concorrente di un programma televisivo, ma non mi sono mai sentita non rispettata per il mio lavoro. Fortunatamente ho avuto solo belle esperienze, soprattutto negli ultimi quattro anni.

Attualmente, infatti, lavoro da Zest e siamo davvero una grande famiglia. Ti dirò di più, la maggior parte dell’organico del ristorante è composto da uomini e nessuno di loro mi ha mai fatto sentire inferiore, anzi tutti sottolineano sempre quanto sia importante la mia figura, quanto faccia bene il mio operato all’interno della cucina! 

Ma come si fa a conciliare lavoro e famiglia?

Amelia Falco
Photo Credit: Amelia Falco on Instagram

Oggi sei una compagna e una mamma felice: nel 2017 sei diventata mamma del piccolo Leonardo e qualche mese fa è nata Camilla. Nella nostra società purtroppo i diritti delle donne sono ancora poco tutelati, è difficile riuscire a immaginare che una donna possa realizzarsi in entrambi i campi, come se ci si aspettasse sempre una scelta…

Beh, non è sempre semplice. Ci sono dei giorni in cui non ti nego di sentirmi sopraffatta, perché le responsabilità e gli impegni da incastrare sono tanti. Io sono fortunata perché ho l’aiuto di mia madre, sia in casa che con i bambini.

E ho la fortuna di avere un compagno che non si limita a contribuire, ma è davvero presente. Mi dà modo, così, di dedicarmi anche alle mie passioni e alla mia realizzazione. È davvero importante per me! 

Il tuo profilo social vanta 57mila follower e tu sei abbastanza attiva, condividendo sia ricette, sia momenti della tua vita quotidiana. Qual è il tuo rapporto con il pubblico dei social? E come vivi le critiche?

Sinceramente ho un rapporto bellissimo con i miei follower, con alcuni di loro si è creato davvero un rapporto amichevole. Devo ammettere di non ricevere tantissime critiche, perlopiù viene criticata la mia scelta di condividere la mia vita e la quotidianità dei miei bambini sui social. La verità, però, è che decido io cosa condividere e ti assicuro che non condivido tutti gli aspetti della mia vita, tanto meno quella dei miei figli.

Ad esempio spesso mi viene imputata la scelta di far maneggiare dei coltelli a mio figlio, a soli quattro anni. Mi rendo conto che l’immagine di un bambino con dei coltelli tra le mani possa spaventare, ma a monte c’è stato un grande lavoro, graduale e accurato, che, appunto, non è mai stato mostrato.

Women Power: donne che ispirano le altre donne

Women Power
Photo Credit: Amelia Falco on Instagram

La nostra rubrica, come ti abbiamo detto, ha lo scopo di raccontare storie di donne che possano ispirare le altre donne, ma c’è una donna che definiresti il tuo modello?

No, non ho una donna in particolare che mi ha ispirato. Ammiro tutte le donne che si impegnano ad affrontare una situazione, che si mettono in gioco e non si piangono addosso.

Ad ispirarmi sono tutte quelle donne che provano a realizzare i propri sogni, che combattono, che non si arrendono. Questa è la tipologia di donna che mi ispira, quella che mi impegno ad essere ogni giorno. 

Oggi hai in corso un progetto con Zest e di strada ne hai fatta tanta, ma cosa sogni di realizzare ancora nel tuo futuro? 

Sì, ormai da quattro anni collaboro con Zest e non ho nessuna intenzione di abbandonare questo progetto. Mi sento libera di sperimentare, di creare, in un ambiente che sa di casa e di famiglia. Voglio crescere ancora professionalmente prima di capire quale strada imboccare, nello specifico, ma so che niente mi allontanerà dalla cucina, che è il mio regno e la mia valvola di sfogo.

Non ti nascondo che uno dei miei sogni è sicuramente quello di lavorare in un programma tutto mio, in tv o online. Una trasmissione in cui condividere le mie ricette, entrare nelle case delle persone attraverso la cucina! 

Titta

Titta è una Love Coach e il braccio destro di Madeleine. Nata nel 1988 a Napoli dove vive il suo Mister Giusto. Titta è laureata in Scienze della Comunicazione, è dipendente dalle serie tv e una vera divoratrice di libri

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