La storia di Diana: episodio 2. I primi consigli della Love Coach.

Per spiegarvi più concretamente come funziona il Metodo e quali risultati si possano effettivamente ottenere, ho deciso di raccontarvi la storia di Diana (qui il post). Fra i tanti casi che ho seguito negli anni la storia di questa ragazza che mi ha contatta un po’ per caso, resta una delle mie preferite.

Le disavventure di Diana sono più o meno quelle che almeno una volta sono capitate a tutte noi. Proprio per questo ho scelto la sua storia, per le similitudini con qualcosa che abbiamo vissuto in prima persona.

Abbiamo lasciato la nostra eroina alle prese con i primi consigli che le avevo impartito. Non doveva ASSOLUTAMENTE contattare Giuliano e in caso di incontri fortuiti limitarsi a un sorriso cordiale e nulla di più.

Le prime regole

Le prime due settimane trascorsero senza nessuna novità. Giuliano sembrava sparito dalla faccia della terra e la nostra Diana iniziava a dare i primi segni di cedimento. Tieni la mente occupata, continuavo a ripeterle. L’ho obbligata a uscire di più, ad andare al cinema, a teatro, alle mostre. L’ho spronata a riprendere i contatti con delle vecchie amiche e le ho persino imposto di andare a ballare. Nella fase della prima “sparizione” è fondamentale avere poco tempo libero. Ci mancava solo che andassi a casa sua e la prendessi di peso pur di farle mettere il naso per strada! La noia è un pessimo consigliere. Quando non si ha niente da fare il rischio di alzare la cornetta o di mandare un messaggio a sproposito diventa elevatissimo. Se state senza fare niente è più probabile che vi mettiate a rimuginare sulla persona che vi sta sfuggendo, quando, invece, dovreste spostare l’attenzione su qualcosa di diverso. Un po’ come quando state a casa da sole e il barattolo della Nutella vi attrae manco aveste ingoiato una calamita!

Il telefono che non squilla

Diana stava per cedere, me lo sentivo. Avevo paura che non vedendo nessun risultato mollasse tutto e tornasse alle sue vecchie, pessime abitudini. Il destino, però, venne in mio aiuto e un pomeriggio Diana incontrò Giuliano, all’uscita dal lavoro. Lui stava chiacchierando con un collega e lei era costretta a passargli davanti per timbrare il cartellino. Mi ha confidato che il solo vederlo le fece venire un tuffo al cuore e tremare le ginocchia, ma non aveva dimenticato i miei consigli. Ha sorriso ai due, ha chiesto gentilmente permesso e poi se ne è andata senza aggiungere altro.

L'incontro casuale

So quanto le sia costato tenere quell’atteggiamento, ma il frutto di tanto sforzo è arrivato, prima ancora di quanto mi aspettassi. Il giorno successivo Giuliano, come se nulla fossa mai successo, si è presentato davanti alla scrivania di Diana per proporle di passare insieme la pausa caffé. Che poi gli uomini sanno essere di una vaghezza disarmante! Lei non ci poteva credere. Dopo settimane di latitanza era lui a proporle di passare del tempo insieme. Per fortuna la sera precedente, quando mi aveva chiamato per aggiornarmi sull’ultimo incontro, io le avevo dato disposizioni precise su come comportarsi in simili evenienze. I maschietti reagiscono tutti allo stesso modo. Quando vedono che non vi strappate tutti i capelli per loro sentono l’esigenza di marcare di nuovo il territorio… come i cani!

Così lei ha fatto esattamente quanto le avevo suggeito. Ha ringraziato con un sorriso, ma ha declinato l’invito. Scusa… ma oggi ho altri programmi. Grazie! E ha ripreso a lavorare, senza aggiungere altro. Senza essere lei a proporre un altro incontro.

Di inviti, dopo quello, ne sono arrivati altri. Questo, però, ve lo racconto la prossima volta!

Madeleine H.

Madeleine H., nata a Roma nel 1982, vive con il marito e la figlia Penelope a Napoli. È autrice di due manuali di consigli d'amore - Il Metodo e Sos Ex - e di diversi romanzi Chick Lit.

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