La comunicazione efficace: imparare ad ascoltarsi

L’amore da solo non basta ad alimentare una relazione, bisogna ascoltarsi. È la capacità di comunicare che permette a due persone di crescere insieme.

La comunicazione efficace permette di creare un rapporto di conoscenza profonda e reciproca. Una comunicazione di coppia soddisfacente consiste nel riuscire ad esprimere le proprie emozioni e necessità in modo comprensibile per l’altro. Per riuscirvi, è sempre necessario assumere un atteggiamento di ascolto e apertura.

La comunicazione efficace è un modo di comunicare in cui chi parla si fa carico della responsabilità di far comprendere il proprio messaggio e al contempo di impegnarsi nell’ascolto di quello altrui. Solo partendo dall’ascolto attivo e facendo ricorso a uno stile assertivo, è possibile creare un clima di fiducia tra due (o più) persone. La comunicazione efficace si articola attraverso canali verbali e non verbali, entrambi estremamente importanti.

L’assertività e l’interpretazione: le chiavi della comunicazione efficace

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Il termine assertività deriva dal latino asserere, ovvero esprimere se stessi. Si riferisce alla capacità di affermare le proprie emozioni e il proprio punto di vista, comunicando in maniera diretta e calma, senza aggredire l’altro. Un simile atteggiamento si basa una buona stima di sé e sul rispetto degli altri in un clima di uguaglianza.

> Il fine di un comportamento assertivo è esprimere il proprio punto di vista, non avere ragione! <

La comunicazione tra persone è un telefono senza fili. È inevitabile che in una conversazione alcuni passaggi possano essere fraintesi o trascurati. Bastano un giro di parole non compreso, una leggera omissione o una sfumatura di significato a distorcere il contenuto di un messaggio.

Ognuno di noi, inoltre, filtra ciò che ascolta in base al proprio retaggio e al proprio stato d’animo. Diversi studi hanno dimostrato che se siamo tristi, interpretiamo le situazioni in maniera più negativa. La comunicazione efficace prevede una codifica da parte di chi parla, che deve scegliere le parole più adatte ad esprimere ciò che pensa. Che fatica.

Imparare ad ascoltare

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Per comunicare bene è importante soprattutto ascoltare.
L’ascolto attivo è quel modo di ascoltare che mette l’altro in condizioni di condividere più informazioni possibile, sentendosi a proprio agio e capito. Per mettere in pratica l’ascolto attivo bisogna mettere a disposizione dell’altro tutti i sensi, non solo l’udito.
Solo in questo modo, è possibile “vedere” ciò che vede l’altro.
Ma come si mette in atto?

> 3 TIPS PER METTERE IN PRATICA L’ASCOLTO ATTIVO
  1. Ascoltare restando in silenzio, lasciando lo spazio e il tempo all’altro per esprimersi
  2. Fare domande pertinenti e caute, nei momenti di pausa
  3. Stabilire il contatto visivo (e un leggero contatto fisico come un tocco sulla spalla, solo se gradito dall’interlocutore)
  4. Riassumere ciò che si è compreso, chiedendo conferma che sia corretto
  5. Non esprimere la propria opinione, se non espressamente richiesta

L’assunzione di prospettiva

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Spesso si inizia a discutere partendo da presupposti differenti. L’assunzione di prospettiva è un passo fondamentale per una comunicazione improntata al risolvere i problemi, evitando di focalizzarsi su chi ha ragione. La maggior parte di noi dà per scontato che il proprio modo di vedere le cose sia quello giusto. Assumere la prospettiva altrui non significa necessariamente cambiare idea sulle proprie convinzioni, ma comprendere che quelle dell’altro possano differire. E che l’altro, a sua volta, creda di essere nel giusto.

Comunicazione efficace in prima persona: partire da sé

“Tu stai sbagliando. Tu arrivi sempre in ritardo. Non me lo aspettavo da te!”
Iniziare dal “TU” è il miglior modo per compromettere l’efficacia della comunicazione.

Ogni volta che parliamo a qualcuno usando la seconda persona, lo facciamo sentire colpevolizzato, sotto attacco. Inoltre, gli scarichiamo addosso la responsabilità di come NOI ci sentiamo. Se dico “mi stai facendo arrabbiare”, non mi assumo la responsabilità della mia emozione, ma la attribuisco a te.

Usare la prima persona permette invece di presentare il proprio punto di vista senza colpevolizzare nessuno. Dire “mi arrabbio a parlare di queste cose” offre un messaggio completamente differente. Perché ti assumi la responsabilità della tua reazione.

Non giudicare

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Per poter comunicare in maniera efficace bisogna essere oggettivi ed evitare di far sentire l’altro giudicato.

Se qualcosa nel comportamento dell’altro ci ferisce, dobbiamo farlo presente descrivendo le sue conseguenze che quel comportamento determina sul nostro stato d’animo. Non è solo un modo per risolvere i conflitti, specialmente in amore, ma anche un esercizio di empatia.

Eva Iori

evaiori@hotmail.it

Eva Iori, nata a Roma  è una psicologa appassionata del funzionamento della psiche che da sempre si è interessata alle problematiche femminili,  e "all'archeologia dell'anima"

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