Qualcuno ha detto quarantena?

Qualcuno ha detto quarantena? Casi e controversie dell’isolamento.

Qualcuno ha detto quarantena? Ebbene sì! Ciò che ci è capitato di sperimentare soltanto nei film più apocalittici, è proprio la realtà che stiamo vivendo in questo momento.

Eppure, finora, non era del tutto chiaro cosa potesse generare un tale stato limitativo, che tipo di meccanismi innescare, quali discordie fomentare.

Ma in cosa consiste esattamente la quarantena?

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Si tratta di un periodo di isolamento forzato, in cui la regola generale è: non-uscire-di-casa. Poco male, volendo tentare d’essere positivi ed evitare di cadere nel panico. Che sarà mai, un po’ di tempo a casa?

Il potere della quarantena, però, è oscuro e potente, agisce in condizioni per lo più sconosciute all’essere umano, che disarmato, si ritrova completamente sopraffatto.

Il primissimo sentimento è più che altro una mancanza, qualcosa che non è esattamente identificabile. Un’insoddisfazione latente e costante che riesce a trovare pace e beneficio soltanto in un modo: mangiando.

Quarantena all you can eat!

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Il biscottino, il cioccolatino, il budino, il salatino, il grissino, il formaggino, il panino, lo spaghettino, il maialino, un altro dolcino, poi il comodino.

E se tutti temono una grave recessione economica, dietologici/biologi/nutrizionisti/chirurghi plastici/personal trainer/stregoni/incantatori/produttori di barrette Pesoforma… quando tutto sarà finito, vivranno di certo l’età dell’oro.

Per non parlare degli avvocati, che si ritroveranno catapultati di una dimensione ultra-terrena, che ha tutto l’aspetto d’essere un’aula del tribunale, ma è in realtà più simile al girone dell’inferno che su Rete4 spacciano per Forum.

Casi e controversie?

Discussione
Il marito che ha respirato una volta di troppo. La madre che continuava a ripetere “che vuoi per cena?”. La sorella che ha ascoltato Tiziano Ferro a tutto volume. La nonna che ha chiesto “e il fidanzatino?”.

Tutti morti, ammazzati.

La socialità, poi, raggiunge il suo apice e il rumore della porta del vicino che fa capolino per buttare l’immondizia, ti accende un brivido lungo la schiena. Nessuno t’impedirà ti gridargli dal pianerottolo: “CIAO CHE FAI?!”.

E non avrai mai avuto così tanta voglia… di correre a buttare l’immondizia.

Infine, le allucinazioni, quando ti pare d’aver visto una foca sul pavimento del salotto, che è invece una palla di polvere depositata lì inerme, insieme alla tua voglia di rassettare.

A questo, ci penserà poi lo psicologo.

Cosa impareremo da questa quarantena?

Che una palla di polvere può sembrare una foca.

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Francesca ma per quelli che fanno sul serio Fran, classe '92, è di Napoli ed è laureata in Scienze della Comunicazione. Fran fa dell'ironia la sua arma segreta... una sorta di Chick Lit vivente!

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