Capodanno è vicino… a te e famiglia!

Manca poco al 32 dicembre, Capodanno è vicino… a te e famiglia!

Capodanno è vicino ed inizia già a sentirsi l’eco della voce di Federica Panicucci che grida in tutte le case d’Italia: 5-4-3-2-1!

Pe-pe-pepepepe A-E-I-O-U IPSELON… e via col trenino.

Con l’anno nuovo che si appresta ad entrare in scena, inizia a farsi sentire anche il peso di un disperato resoconto, che più di tutto rappresenta il rito di passaggio verso una vita nuova.

Ma cosa rappresenta davvero Capodanno? E perché tutta questa baraonda?

Capodanno-e-vicino
Parliamoci chiaramente: Capodanno è uno stato mentale, una condizione psicologica indotta dall’attesa del punto d’arrivo. Alimentata, per di più, dalla nutrita aspettativa di un cambiamento, qualunque esso sia.

Una circostanza del genere, pur illusoria che sia, è sicuramente un’occasione da festeggiare… coi fiocchi, controfiocchi, fuochi d’artificio, cotechino, lenticchie, avanzi del 25 Dicembre e di qualche vita passata.

Il tutto mentre s’indossa biancheria rigorosamente rossa, il cui scopo è consacrare l’augurio della buona sorte e la speranza di digerire il suddetto cotechino entro il termine del countdown. Per l’appunto, si tratta ancora una volta di speranze utopiche.

Countdown e speranze…

2020
I festeggiamenti che seguono il famelico cenone di Capodanno, infatti, saranno inevitabilmente accompagnati da Gaviscon, Diger Selz, bicarbonato, limone e acido muriatico.

Sarà piuttosto comune ritrovarsi a festeggiare il veglione in preda ad un violento abbiocco da post-abbuffata, rischiando la perdita di sensi sulle note di Brigitte Bardot, o peggio ancora, il vomito durante Maracaibo.

La situazione non è migliore per chi ai locali notturni preferisce una tranquilla reunion con gli amici all’insegna dei giochi da tavola. Le lenticchie ti cercheranno, ti troveranno e ti si ri-proporranno mentre stai esultando: “Tombola!”.

Pronti con la lista dei buoni propositi?

Capodanno-e-vicino
Ma non sarà un grosso problema, bensì un piccolo sacrificio da sopportare in virtù del buon auspicio e del desiderio che si concretizzi, finalmente, quella famosa lista dei buoni propositi per l’anno nuovo.

Che, diciamoci pure la verità, è soltanto un altro fallace pronostico: gli obiettivi non vengono MAI raggiunti e le caselle MAI spuntate. Andare in palestra, fare la dieta, dormire abbastanza, non sperperare i soldi, essere una persona migliore, meno telefilm e più vita, visitare la luna, fare il giro del mondo in 80 giorni, bla bla bla…

Limitiamoci piuttosto a pregare l’anno nuovo, affinché risolva tutte le piaghe della vita che ci portiamo dietro dalla lista buoni propositi del 1992.

Tutti pronti?

E auguriamoci tutti un buon anno nuovo, a noi, a voi, a essi, “A TE E FAMIGLIA”.

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Francesca ma per quelli che fanno sul serio Fran, classe '92, è di Napoli ed è laureata in Scienze della Comunicazione. Fran fa dell'ironia la sua arma segreta... una sorta di Chick Lit vivente!

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