Madri sì, ma prima di tutto donne

Madri o senza figli, lavoratrici o meno, in una relazione o single, le Donne sono prima di tutto Donne.

Qualche mese fa hanno fatto discutere le parole di una senatrice italiana che, ospite in una trasmissione televisiva, ha dichiarato che la massima aspirazione per le donne dovrebbe essere quella di diventare madri. Sebbene una simile affermazione, nel 2024, ci colpisca e ci offenda come donne capaci di realizzarsi in un milione di modi diversi dall’essere madri (e – per usare le parole della senatrice -altrettanto cool), siamo consapevoli di quanto questo pensiero sia ancora fortemente radicato nella cultura in cui viviamo. L’esperienza della maternità è un’ennesima etichetta, che ci definisce come persone a 360 gradi.

Le madri e il lavoro

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I dati non sono incoraggianti: nel 2022 si sono dimesse dal posto di lavoro quasi 44.000 donne e la stragrande maggioranza ha dichiarato che la difficoltà a conciliare vita familiare e lavorativa ha determinato la decisione. La scelta della maternità, quindi, non solo viene affrontata con la consapevolezza delle difficoltà pratiche ed economiche a cui si va incontro, ma anche con la sensazione di una perdita di identità e spazio nella vita familiare e nella società.

Inoltre, il mondo digitale ha trasformato la maternità in una vera e propria miniera d’oro: dalle mamme-influencer alle professioniste sui social, siamo continuamente stimolati da migliaia di contenuti.

A proposito di maternità

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La maternità è per sua natura un cambiamento radicale nella vita di una donna e di una coppia ed è giusto che venga dedicata a questa esperienza tutta l’attenzione che merita. Durante i primi mesi dopo il parto, le energie sono totalmente assorbite dal nuovo arrivato e dalla necessità di fare i conti con un ruolo completamente nuovo: quello della mamma.

Questo naturale passaggio è però da considerarsi soltanto un passaggio.

La maternità è una scelta, è un’esperienza unica ed è una parte importantissima della vita di una donna, ma non è e non può essere la sua totalità. Sembra forse banale da dire, ma, dati alla mano, non lo è.

Per le donne è ancora molto difficile ricevere il giusto spazio per essere altro oltre che madri. È difficile sul lavoro come nella vita privata. Quante sperimentano sensi di colpa quando scelgono di dedicare del tempo a se stesse e sottrarne un po’ alla famiglia?

La società si aspetta che le donne mettano da parte ambizioni, hobby e passioni nel momento in cui la famiglia si allarga.

Marzo: mese delle donne

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Marzo è il mese della donna. Più che una festa, l’8 marzo ci ricorda la lotta che combattiamo ogni giorno per far valere i diritti di ogni donna.

È necessario rivendicare gli spazi di libertà che permettono di affermarci come donne, oltre che come madri. È qualcosa che riguarda le madri, ma anche chi non ha voluto o potuto diventarlo.

Impariamo a incoraggiare le donne a coltivare se stesse, senza sensi di colpa.
La società che non aiuta e ci giudica non siamo altro che NOI.

Tata Emma

Milanese Doc! La nostra Tata Emma è una psicologa esperta di bambini e non solo...

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