La Sindrome della Superdonna

La giornata della superdonna è una sfida continua. Sempre perfetta, sempre sul pezzo, sempre pronta a performare. O almeno questo è quel che appare…

Chi è la Superdonna? Una donna che apparentemente non sente fatica, che non chiede mai aiuto, che fa tutto da sé. È un’efficiente lavoratrice, un’ottima madre, un’amica preziosa e anche una perfetta compagna. La ricerca continua di una simile perfezione, tuttavia, può alla lunga comportare notevoli conseguenze mentali e fisiche. E dietro l’essere sempre ed eccessivamente disponibili, si nasconde 9 volte su 10 una profonda insicurezza.

Cos’è la Sindrome della Superdonna?

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La Sindrome della Superdonna non è un vero e proprio disturbo psicologico, ma un atteggiamento che a lungo andare può compromettere anche seriamente la salute fisica e mentale. La superdonna si prende cura di tutto e di tutti, a scapito dei propri bisogni.

Sempre efficiente e disponibile in tutti gli ambiti della sua vita, dalla cura della casa, alla famiglia, al lavoro, finisce per dimenticarsi di se stessa. Dietro questa infaticabilità vi è l’intenzione – spesso inconscia – di conquistare ed essere accettata e riconosciuta nel suo ambiente come una super-eroina, qualcuno di cui non poter fare a meno.

Chi si nasconde dietro una Superdonna?

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Dietro ogni Superdonna si nasconde una persona che ha ricevuto pochi riconoscimenti e attenzioni durante l’infanzia. Ha appreso che per essere amata deve mostrarsi capace e brava in tutto. Magari, durante l’infanzia si è trovata a prendersi cura dei propri genitori, oppure è cresciuta con i nonni. Cerca così di compiacere mostrandosi servizievole, convinta che dedicarsi agli altri sia l’unico modo per ricevere affetto.

Queste donne imparano ad apparire forti e spesso si convincono di non aver bisogno di nessuno. Non delegano mai e, anzi, provano orgoglio nel raggiungere i propri obiettivi da sole (e come biasimarle, in un mondo che stenta a dare i giusti riconoscimenti alle donne?).

La vita delle Superdonne è molto faticosa. Non chiedono mai aiuto perché temono che ciò le faccia apparire deboli e incapaci, sono persone molto esigenti e giudicanti con se stesse. Hanno l’aria di essere invincibili, ma la grande forza esteriore non trova riscontro internamente. La Superdonna combatte spesso con il senso di colpa per il fallimento, con la stanchezza cronica e – nei peggiori casi – con pensieri ossessivi.

Vantaggi e svantaggi dell’essere una Superdonna

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Essere Superdonna restituisce un’importante senso di auto-efficacia. La donna si percepisce come dotata di grande intelligenza e capacità. Raccoglie gratificazione dagli elogi che gli altri le riservano per tutte le cose che è in grado di fare. Prova fiducia in se stessa e un forte senso di motivazione, anche per via dell’aiuto che offre con efficacia alle altre persone. Chi le sta accanto, infatti, gode di un forte benessere.

Essere sempre a disposizione degli altri comporta il mettere da parte i propri interessi e bisogni. Avere poco tempo per sé può portare a sentire rabbia sia nei propri confronti sia in quelli degli altri, che difficilmente si rendono conto della sofferenza nascosta. Ne consegue che ogni Superdonna nutre un forte senso di abbandono e grande frustrazione.

La realtà è che concentrarsi esclusivamente sugli altri, insegna agli “altri con i qual si ha a che fare” che possono chiedere senza porsi problemi né limiti.  A lungo andare, ciò che fa una Superdonna tende ad essere dato per scontato e le richieste aumentano di frequenza e peso. Si innesca così un circolo vizioso che comporta delusione per il mancato riconoscimento. Ciò può determinare la comparsa di disturbi fisiologici, psicologici ed emotivi. La Superdonna spesso soffre di disturbi gastrointestinali, alimentari, ipertensione, dolori muscolari e insonnia. In alcuni casi, attacchi d’ansia, perdita del desiderio sessuale, insoddisfazione, frustrazione, rabbia, stanchezza cronica e depressione.

Vulnerabili non vuol dire deboli

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Ogni persona, a prescindere dal genere, dovrebbe avere la possibilità di mostrarsi nella propria vulnerabilità. Tutti abbiamo bisogno di essere sostenuti senza che ciò determini una diminuzione del nostro valore. È importante imparare a delegare per poter vivere più lentamente e realizzare che il peso del mondo non grava interamente sulle proprie spalle. Occorre imparare a dire di no, non solo ai figli, mariti, colleghi, amiche, ma soprattutto a se stesse. È fondamentale lasciar andare la “fantasia” di poter controllare tutto ( perché in realtà possiamo solo – e soltanto in parte – controllare noi stessi).

E infine, bisogna anche accettare che le cose non vanno sempre come si desidera.

 

Eva Iori

evaiori@hotmail.it

Eva Iori, nata a Roma  è una psicologa appassionata del funzionamento della psiche che da sempre si è interessata alle problematiche femminili,  e "all'archeologia dell'anima"

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