Bambini e seconda lingua: quando iniziare?

Sembrano bambini prodigio quelli che parlano una seconda lingua già a due o tre anni. E sono molti gli account a sfondo educativo che divulgano strategie di apprendimento di una o più lingue straniere durante l’infanzia.

Nonostante la convivenza di culture diverse nella nostra società, ancora oggi molti ritengono che proporre ai bambini in età prescolare una seconda lingua causi confusione o possa addirittura causare veri e propri disturbi del linguaggio. Noi non siamo d’accordo!
Dare ai bambini la possibilità di imparare e parlare più lingue è un dono e si può iniziare, se lo si desidera, fin dai primissimi mesi di vita bambino.

Quando la seconda lingua è un obbligo

seconda lingua bambini Madeleine H

Per molte famiglie il bilinguismo è una scelta obbligata. Pensiamo ad esempio alle coppie composte da persone che parlano lingue diverse: per questi genitori trasmettere la propria esperienza linguistica e culturale è un passaggio fondamentale.

Quando il bilinguismo è presente fin dalla nascita, può accadere che si debba cambiare strategia durante le diverse fasi della crescita, valutando di volta in volta le reazioni dei propri figli. Ogni bambino è diverso e reagisce in modo personale agli stimoli. Dunque è molto difficile costruire interventi pre-confezionati. È anche importante osservare i cambiamenti e le modalità di interazione linguistica e comunicativa e, se necessario, apportare qualche modifica.

Quando la seconda lingua è una scelta

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Per quanto riguarda le famiglie monolingua che vogliono introdurre una seconda lingua nella quotidianità dei propri figli, esistono diverse modalità e strategie. Qualche esempio? Scuole multilingue, insegnanti privati o semplici attività e giochi in lingua, se i genitori sono in grado di insegnare in autonomia.

L’importante è non farsi scoraggiare da convinzioni infondate, seppur ancora molto diffuse. È bene ricordare che apprendere una seconda lingua non avrà un effetto negativo sull’apprendimento della lingua principale, né ne ritarderà l’acquisizione. Non esiste pericolo di creare confusione nei bambini, né vi sono dati a sostegno di un rischio concreto di ritardo del linguaggio. I bambini apprendono le lingue attraverso un lungo processo di adattamento ed esplorazione. Essere esposti al multilinguismo significa semplicemente mettere in atto tale processo su più lingue e non soltanto su una.

In ultimo, esporre i propri figlio al bilinguismo può essere anche per i genitori un’opportunità di crescere e apprendere qualcosa di utile. Imparare insieme non solo stimola i processi di apprendimento, ma è anche un’ottima occasione per rinforzare il legame affettivo e relazionale.

Tata Emma

Milanese Doc! La nostra Tata Emma è una psicologa esperta di bambini e non solo...

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