Adolescenza e primo amore: guida per la sopravvivenza

Il primo amore non si scorda mai, perché solitamente arriva in un periodo che definire critico è un eufemismo: l’adolescenza. Come sopravvivere al primo crush dei figli (con annessa delusione)?

Quando si diventa genitori e ci si ritrova tra le braccia un pargoletto, l’adolescenza sembra lontanissima, per non parlare del “primo amore”. Siamo tutti presi e preoccupati da altro: pappe, notti insonni, malanni. Ma poi arriva, più in fretta di un battito di ciglia.

Quel temibile periodo fatto di brufoli, contestazioni e primi amori è anticipato da segnali che ci fanno sorridere, ma allo stesso tempo sentire vecchi e impreparati. Nostro figlio finalmente non solo si lava, ma si mette anche il profumo. E cosa dire di nostra figlia, che non smetteva mai di parlare e ora guarda sospirando il cellulare?

Adolescenza e primi amori. Sì alla curiosità, no all’invadenza

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Come genitori, essere curiosi riguardo il primo amore di un figlio è normale, anzi sano. I nostri figli crescono e si trasformano durante l’adolescenza, ed è giusto che prestiamo attenzione ai cambiamenti. Molti genitori sono spaventati dalle nuove tecnologie e dai pericoli che queste nascondono: è quindi perfino saggio avere un atteggiamento guardingo. Ma è anche importante ricordare che la fiducia è la cosa più preziosa nel rapporto genitori-figli: confrontarsi sulle questioni di attualità può essere un’occasione per rinsaldare il legame e soprattutto mettersi in una posizione di ascolto. I nostri figli devono infatti sapere che è meglio chiedere aiuto che tenersi tutto dentro, anche e soprattutto in situazioni difficili.

Questo però non ci dà l’autorizzazione ad essere invadenti o, peggio, a violare la loro privacy! Quindi NO categorico a sbirciare nel diario o nel telefono. Si sconsigliano vivamente anche i pettegolezzi fra mamme: i nostri figli sono abbastanza grandi, è importante che imparino a gestire la propria emotività in autonomia.

Mai sminuire una cotta o il primo amore di un figlio

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L’amore fa soffrire i grandi, perché non dovrebbe far soffrire i ragazzi alle prime cotte?Spesso gli adulti sminuiscono le sofferenze dei figli, mostrando un atteggiamento di superiorità che si rivela sciocco e controproducente. Da anni, su questo sito, rispondiamo a dilemmi di amore di persone molto più grandi e preparate di un 14enne e abbiamo idea di quanto si possa stare male e sentirsi inadeguati davanti a una storia che fatica a ingranare o finisce all’improvviso. E in questi casi abbiamo detto più volte che una buona autostima aiuta ad attraversare (e superare) le pene d’amore. Questo, ovviamente, vale anche per i giovanissimi: il modo migliore per aiutare nostro figlio a costruire una buona autostima è non deridere le sue sofferenze e difficoltà. Si può aiutare a sdrammatizzare, ma con intelligenza e delicatezza e senza giudizio.

Parlate apertamente, chiaramente e ripetutamente di CONSENSO.

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Il consenso non ha a che fare solo con le relazioni amorose, ma è qualcosa di molto più profondo e trasversale. È importantissimo parlare di consenso fin dai primi anni di vita, far comprendere ai nostri figli che i “NO” sono “NO” sia quando siamo noi a pronunciarli che quando sono gli altri. Che l’amore non si costringe e che siamo abbastanza solidi e capaci di accettare i rifiuti, perché fanno parte della vita. Molti di noi (persone nate negli anni ’80 e ’90) sono cresciuti senza una reale consapevolezza di questa parola.
Abbiamo l’opportunità di cambiare le cose ed è molto importante farlo.

Tata Emma

Milanese Doc! La nostra Tata Emma è una psicologa esperta di bambini e non solo...

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