Regola n. 16 – Non ditegli quello che deve fare.

Anche oggi affrontiamo e approfondiamo un regola tratta dal libro di Ellen Fein e Sherrie Schneider. In particolare parliamo di una delle regole che farebbe tanto piacere leggere a mio marito. Perché noi femminucce abbiamo un po’ la tendenza  di sostiuirci alla cara mammina – anche se la sua cara mammina la vorremo uccidere – e impartire una serie di regole educative ai nostri compagni.

Io non ho mai capito perché noi donne ci innamoriamo di un uomo e poi vogliamo a tutti i costi cambiarlo e uniformarlo a noi. Se noi adoriamo il balletto, possiamo al massimo desiderare che una volta lui ci accompagni sbadigliando. Non possiamo pretendere che lui diventi un fanatico del Lago dei Cigni. A meno che non siate disposte ad accompagnarlo allo stadio, magari quando piove e voi non siete in una zona coperta!

Se lui ama tantissimo dei vecchi pantaloni sdruciti – di quelli che ogni volta che li mette vi vergognate manco foste delle ladre – non osate buttarglieli! Non siete la mammina di un quindicenne, fatevene una ragione. Considerate che dopo quasi dieci anni, mio marito fa ancora shopping con i genitori. Per molto tempo, fino a  quando non sono stata sicura al cento per cento del nostro rapporto, ho fatto finta di niente. Ancora oggi, per quanto questa cosa mi faccia venire la gastrite, cerco di accettare tuto con un sorriso. In fondo anche io ho tanti difetti, per cui devo cercare di accettare i suoi, anche quelli più fastidiosi!

Ma il non dirgli quello che deve fare, non riguarda solo brutte e fastidiose abitudini. Il punto fondamentale riguarda, soprattutto, il loro atteggiamento nei nostri confronti.

Vi faccio un esempio pratico. Una delle mie più care amiche era in vacanza in Sardegna. Il suo fidanzato era bloccato in città per lavoro e aveva in programma di raggiungerla per il fine settimana. Il martedì che precedeva il suo arrivo mi ha chiamato infuriata. Il problema era che, nonostante fosse riuscito a prendersi il venerdì di ferie, Michele aveva deciso di fare le cose con calma. Non sarebbe partito il giovedì dopo il lavoro – come lei aveva auspicato – ma solo il venerdì ad ora di pranzo, dopo aver riposato. Lei era una furia. Ha usato un’espressione meravigliosa: sputo fuoco. Io ho preso immediatamente in mano la situazione. La furia è lo stato d’animo ideale per commettere qualche cosa di irreparabile.

In questi casi urlare, strillare e strepitare non serve proprio a niente. L’unica cosa da fare è mantenere la calma e agire nel migliore dei modi. Il mio consiglio per la mia amica è stato semplice. Non arrabbiarti, quando lo senti al telefono resta serena e cordiale, ma la sera di giovedì esci e non portarti dietro il telefono (oppure resta a casa, ma non rispondere né alle chiamate né ai messaggi, è la stessa cosa). Il giorno dopo, mandagli un messaggino frizzante in cui ti scusi per non avergli risposto, ma che avevi dimenticato il telefono a casa e che sei molto felice di incontrarlo più tardi. Lei era un po’ scettica. In quel momento avrebbe preferito attaccarsi al telefono e dirgli in faccia, quanto era menefreghista e stronzo. Però, per fortuna, ha desidtito. Per quanto le sia costato mi ha dato retta e ha fatto esattamente tutto quello che le avevo consigliato.

Alla fine lui ha borbottato un po’ per la sua sparizione, ma ha capito la lezione! Adesso corre. non appena finisce di lavorare… ovunque lei sia!

Morale della favola, se il vostro lui vi snobba per partire il fine settimana con gli amici, per andare a giocare a calcetto o per stare a casa a riposare, arrabbiarsi non serve a niente. Invece di fare i diavoli a quattro, restate calme e fatevi gli affari vostri. Organizzate qualcosa con le amiche, uscite fino a tardi, potete anche restarvene semplicemente a casa, ma  fate sparire le vostre tracce. Riducete telefonate e messaggini e quando vi capita fate finta di niente. Vedrete che i risultati arriveranno.
Il vostro Mister Giusto non si sentirà asfissiato e desidererà trascorrere più tempo con voi.

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Madeleine H., nata a Roma nel 1982, vive con il marito e la figlia Penelope a Napoli. È autrice di due manuali di consigli d'amore - Il Metodo e Sos Ex - e di diversi romanzi Chick Lit.

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