Perché a Natale ci si sente più soli?

Chiunque abbia subito una perdita lo sa bene. Con le feste tutto viene amplificato ma non è solo questo. Oggi scopriamo insieme perché a Natale ci si sente più soli.

Perché a Natale ci si sente più soli?

Arriva il Natale (cliccate QUI per altri consigli a tema), sempre più in anticipo. Fervono preparativi, acquisti, e l’organizzazione delle feste. Le strade sono piene di lucine e tutto sembra una magia!

I media, lo sappiamo, ci propongono un’immagine idilliaca ed edulcorata di un periodo che dovrebbe essere gioioso. In molte persone, però, il Natale suscita sentimenti negativi e la sensazione di essere più soli del solito.

Ma cos’è questa tristezza difficile da spiegare?

Arrivano finalmente le ferie! Molte sono le aspettative circa i periodi di festa e di riposo: ci si aspetta relax, divertimento, benessere, insomma uno stato di grazia! Eppure, può accadere di sentirsi tristi e insolitamente svogliati e delusi. Perché? Che cosa sta accadendo?

Quali sono i sintomi

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In alcuni casi possono comparire anche:

  • mal di testa
  • insonnia
  • ipersonnia
  • cambiamenti nell’appetito causati da perdita o aumento di peso
  • agitazione
  • ansia

Spesso subentra un senso di colpa eccessivo per il fatto di sentirsi inadeguati rispetto le aspettative di felicità gioia. Talvolta si può avere anche una difficoltà di concentrazione.

Si può arrivare a perdere vitalità e interesse in attività normalmente piacevoli (cibo, sesso, lavoro, amici, hobby e divertimenti).

Il problema è che non si riesce a capire cosa succede e perché.

Capiamo perché a Natale ci si sente più soli?

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Fu Sigmund Freud nei suoi Studi sull’isteria  a parlare per primo di una paziente, con una particolare depressione dell’umore che si accentuava in concomitanza di determinate date o eventi. La paziente viveva in un clima emotivo legato ad eventi trascorsi e a persone defunte, in una sorta di dissincronia tra passato e presente.

Elizabeth Mintz  propone due tipi di reazioni da anniversario. La prima, in cui le cause del malessere sono chiare. Per esempio il compleanno del fidanzato che ci ha lasciato, può ravvivare il dolore per la perdita non pienamente accettata.

L’altro tipo riguarda la sensazione di avere delle inspiegabili oscillazioni dell’umore. In questo caso le determinanti sono inconsce e quindi non accessibili a chi ne soffre. Si nota, perciò, uno stridente contrasto tra l’atmosfera festosa e il proprio stato d’animo abbattuto.

I motivi possono essere tanti. Una famiglia idealizzata ma di fatto non accogliente. L’arrivo della fine dell’anno tra bilanci e aspettative non realizzate. O ancora l’influenza delle aspettative sociali e le pressioni della famiglia con le solite domande inopportune tipo: Il fidanzato, quando ti sposi, un figlio?

Oltretutto possono emergere emozioni e sentimenti slegati da ciò che accade nel presente. Malesseri che riguardano il passato e aspetti della vita mai del tutto elaborati.

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!

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Il Natale è la festa dell’appartenenza. La solitudine, infatti, richiama il non sentirsi parte di un legame. Nei casi in cui si vive una mancanza di legami significativi o intimi, si può avvertire ancor di più la solitudine.

Può pertanto accadere che le festività amplifichino sentimenti di angoscia e di estraniamento. Ecco perché a Natale ci sentiamo più soli!

Il sentirsi soli è una condizione psicologica, spesso indipendente dalla presenza o meno di altre persone intorno. Ci si trova ad avere a che fare con l’insoddisfazione di uno dei bisogni primari, quello di appartenenza. In questo periodo si può intensificare una sensazione di solitudine che nel resto dell’anno spesso è messa più facilmente a tacere.

Cosa fare per combattere la solitudine di Natale?

Le esperienze che accadono nella nostra vita, piacevoli o invalidanti, influiscono sul nostro presente. Occuparsi delle proprie emozioni è importante oltre che utile. Se si vive un momento difficile mettere la testa sotto la sabbia fingendo di essere felici non aiuta.

L’importante è non colpevolizzarsi. È possibile trasformare il senso di disagio in un’opportunità per guardarsi dentro e conoscersi più a fondo. Il malessere che si avverte è un segnale che ci avvisa che si sta vivendo qualcosa di irrisolto o problematico. Mettersi in ascolto delle proprie emozioni aiuta ad individuarne la causa. Ignorarle invece, porta al consolidamento della malinconia.

Accettiamo le nostre emozioni

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Provare tristezza è normale. Accettare le proprie emozioni imparando anche a dire di no a situazioni non ci appagano è importante per riuscire a vivere autenticamente.

Questo atteggiamento di coerenza con se stessi può lasciare spazio affinché possano emergere anche altri stati d’animo.

Riuscire a sentirsi, è il primo passo per attuare un cambiamento. Capire cosa disturba ci indica la via per trovare una soluzione. È importante anche assumersi la responsabilità ed il rischio di cambiare direzione.

Se da soli non si riesce, o non è sufficiente è importante considerare l’opportunità di regalarsi un percorso psicologico. Tra i vari regali, questo potrebbe essere quello più importante.

Eva Iori

evaiori@hotmail.it

Eva Iori, nata a Roma  è una psicologa appassionata del funzionamento della psiche che da sempre si è interessata alle problematiche femminili,  e "all'archeologia dell'anima"

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