Il mio ragazzo è depresso

“Il mio ragazzo è depresso, non so come aiutarlo”. Le parole di una paziente mi hanno suggerito il titolo di questo articolo, che riflette su come i rapporti interpersonali possano essere fonte di felicità e appagamento, ma anche di sofferenza e dolore.

La depressione è un disturbo molto doloroso e difficile da gestire sia per chi ne soffre che per chi vive insieme a una persona che ne soffre. Quando la depressione entra in una coppia, il rapporto diventa a tre. La depressione è sempre presente – a fasi alterne o costante – con il suo enorme ingombro.

Il disturbo depressivo

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Il disturbo depressivo maggiore è caratterizzato da sintomi di natura fisica, emotiva e psicologica. Tra i più comuni l’astenia, l’apatia, i disturbi del sonno, le variazioni dell’appetito, la mancanza di concentrazione, i vuoti di memoria, la mancanza di desiderio sessuale e di speranza nel futuro, il senso di solitudine e di vuoto, tristezza e ansia, fino alla perdita di interesse in qualsiasi attività.

“Il mio ragazzo è depresso, non so come aiutarlo” mi ha detto una paziente. Queste parole mi portano a riflettere su come questo disturbo coinvolga non solo chi ne soffre, ma anche chi lo vive indirettamente. Sono tanti i partner di soggetti affetti da depressione che si chiedono se sia possibile salvare una relazione nella quale è tutto più faticoso, estenuante e doloroso.

La relazione con un partner depresso

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La relazione con chi è depresso è un campo minato. Ci si sente messi da parte, ignorati, abbandonati. Si può portare a provare rabbia nei suoi confronti, specialmente quando sembra voler allontanare i propri affetti.

In assenza della diagnosi di uno specialista, non è semplice determinare se il proprio partner soffra proprio di depressione, se si tratti di altro, o se sia solo un “periodo difficile”.

Tuttavia, alcuni campanelli d’allarme possono aiutare a renderci conto della situazione.

Il desiderio sessuale e la ricerca di intimità affettiva sono in calo per cause non riconducibili all’età, a disfunzioni sessuali, stress lavorativo, o banale mancanza di tempo. Nella depressione il partner tende ad isolarsi e non sembra sia realmente presente. Mostra di essere rinunciatario e rassegnato rispetto la propria vita come se sentisse di non poter esercitare alcun controllo sul proprio destino. Sente mancanza di energia, che impedisce di svolgere le normali attività di coppia, come portare a spasso il cane o terminare un lavoretto in casa.

…nei casi peggiori

La depressione determina un incremento del consumo di sostanze d’abuso, come sigarette, alcol, droghe. Cambia il rapporto con il cibo: rifiuto del cibo o abbuffate (soprattutto di nascosto, soprattutto di sera). Insonnia o ipersonnia, con difficoltà ad addormentarsi e seri problemi a svegliarsi al mattino.
E così, il bisogno di riposarsi durante il giorno sottrae tempo da dedicare alla relazione. Inoltre, il partner depresso è irritabile e stranamente critico nei confronti del compagno/a. Talvolta ha improvvisi accessi di rabbia e prova frustrazione per motivi futili.

Il mio ragazzo è depresso: DOS & DON’TS

Resisti alla tentazione di sostituirti al partner e non commettere l’errore di assumerti la responsabilità del cambiamento al suo posto. Evita di criticare o correggere i suoi comportamenti, anche se il tuo scopo è spronarlo. Questo potrebbe aumentare la tendenza a giudicarsi negativamente e isolarsi.

Chiedi spesso, ma senza insistere, se ha bisogno di supporto da parte tua e in che cosa vorrebbe essere aiutato. In termini pratici, senza giri di parole. Un atteggiamento accogliente può stimolare il partner ad aprirsi e a comunicare il suo stato d’animo, facilitando il dialogo e l’eventuale ricerca di supporto da parte di un professionista.

Questo articolo può aiutarti a capire come agire nel quotidiano, per il bene della persona che hai accanto:

Come aiutare un partner che soffre di depressione

Eva Iori

evaiori@hotmail.it

Eva Iori, nata a Roma  è una psicologa appassionata del funzionamento della psiche che da sempre si è interessata alle problematiche femminili,  e "all'archeologia dell'anima"

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