Mio figlio non vuole studiare

Mio figlio non vuole studiare! E ora che faccio? Nella top 10 dei temi più accesi tra i genitori di tutto il Pianeta, la scuola è ai primi posti, se non direttamente sul gradino più alto del podio.

Esclusa una ridotta percentuale di fortunatissimi genitori di studenti modello, la maggioranza dei genitori si barcamena fra “è intelligente, ma non si applica” e “Suo figlio non vuole studiare”.

Non siamo ipocriti: un po’ di avversione per i compiti è fisiologica, soprattutto durante il liceo, quando l’adolescenza cambia alcuni equilibri e i programmi di studio si fanno più impegnativi. Se, però, quello nei confronti dello studio diventa un vero e proprio rifiuto, allora è importante approfondire.

Mio figlio non vuole studiare: è una fase?

figlio non vuole fare i compiti Madeleine H
Prima di tutto, è importante prestare attenzione alla fase di vita che nostro figlio sta attraversando. È un bambino che ha sempre amato studiare e improvvisamente ha smesso? Ha perso interesse nello studio in concomitanza di un cambio di scuola? Sta attraversando un periodo particolare come la preadolescenza o l’adolescenza?

Queste domande sono fondamentali per inquadrare il problema. Non bisogna accontentarsi di un generico “non mi piace studiare”, ma provare a capire perché un ragazzo sia arrivato a una simile affermazione.

Talvolta bambini e adolescenti esprimono il proprio malessere attraverso un linguaggio poco chiaro agli adulti. Il rifiuto per lo studio può avere motivazioni apparentemente invisibili, ma forti e precise.

In simili casi le punizioni e le minacce servono a poco e niente. La vecchia frase “e cosa farai senza un titolo di studio”, tanto cara alle nostre mamme, non ha particolare presa sui figli, i quali ancora non hanno un’idea precisa del futuro in termini di responsabilità. Se bambini, infatti, sono troppo piccoli per comprenderne in profondità il senso, se adolescenti rischiano di prendere le nostre affermazioni come occasioni per fare di testa propria.

I nostri figli, specialmente sui social, sono esposti a modelli di successo personale che prescindono da titoli universitari (e talvolta anche da quelli scolastici). Come biasimarli se faticano a vedersi felicemente laureati in Giurisprudenza e disoccupati?

Diamo loro un’alternativa: conoscere significa capire

studiare con i figli liceo elementari Madeleine H
Dopo aver indagato nel profondo le motivazioni del rifiuto, anche se necessario con l’aiuto di un professionista, è importante parlare chiaro con i nostri figli. La scuola è parte integrante della loro quotidianità ed è qualcosa a cui non possono sottrarsi – anche per legge -. È necessario, quindi, adottare strategie di sopravvivenza.

Con o senza aiuto, dovete aiutare i ragazzi a costruire un senso di interesse nei confronti dell’apprendimento. Dire a un ragazzo “devi studiare, punto.” difficilmente cambierà le cose. Leggete, raccontate loro storie, date loro nuovi stimoli: i figli vi imitano. Non vi ritroverete per caso genitori di figli diligenti, se voi per primi non vi applicate.
Non solo aprendovi alla cultura, ma anche sottolineando tutte le occasioni di apprendimento che incontriamo nel quotidiano (“Lo vedi quel monumento? Sai che è lì dal 72 d.C?”) Non dimenticate lo sport, la passione per la cucina o per la musica. Trovate un videogioco istruttivo, guardate film e documentari adatti a tutti, che abbiano sempre qualcosa di nuovo da imparare.
Dimostrate ai vostri figli che l’apprendimento è un processo continuo che va ben oltre la scuola e li accompagnerà tutta la vita.

Tata Emma

Milanese Doc! La nostra Tata Emma è una psicologa esperta di bambini e non solo...

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