Cos’è il complesso di Antigone?

Attraverso il rapporto con i genitori, i figli imparano l’indipendenza. Chi invece soffre del complesso di Antigone, ha difficoltà a vivere una vita autonoma, continuando a subordinare la propria esistenza alla famiglia e la casa (e finendo per trascurarsi).

Chi soffre del Complesso di Antigone (o Sindrome di Antigone) trova difficoltà ad affrontare una vita adulta indipendente dai propri genitori. Si tratta di figli che apprezzano un eccessivo coinvolgimento affettivo da parte del padre e della madre ed è una condizione che si riscontra – nella maggior parte dei casi – nelle figlie femmine.

Cos’è il complesso di Antigone?

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La prima volta che questa condizione mentale è stata formalmente descritta, risale al 1965, con la pubblicazione di The Antigone Principle, dello psicologo Benjamin B. Wolman. Nelle sue indagini, Wolman identificò quegli individui che rinunciano volontariamente alla ricerca di successi professionali e personali, per concentrare tutti i propri sforzi sul mantenimento della stabilità psicologica, fisica, sociale ed economica delle proprie famiglie. Sono individui che non sono ancora completamente indipendenti e che hanno un’incapacità di accettare le leggi naturali, come la malattia e la morte. Cercano di garantire la salute e la stabilità economica dei propri genitori adottando anche misure estreme.

Chi era Antigone?

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Antigone e Polinice, Dipinto di Sebastien Norblin, 1825, Parigi, Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts

La figlia nata dall’incesto inconsapevole tra il re Edipo e sua madre Giocasta si chiamava Antigone. Dopo aver ucciso suo padre, Edipo scoprì la verità e si cavò gli occhi esiliandosi volontariamente. Sua figlia Antigone si prese cura di lui fedelmente vivendo di accattonaggio e subendo persecuzioni fino alla morte.

Dopo la morte dei fratelli Eteocle e Polinice, che si uccisero a vicenda in duello, Creonte, re di Tebe, proibì la sepoltura di Polinice. Ma Antigone, ribelle alla legge umana, lo seppellì segretamente per onorare i riti funebri, finendo per essere condannata a morte.

Antigone si distinse per il suo coraggio e la sua fedeltà ai valori familiari e divini, mostrando maggiore impegno nell’affrontare i problemi che affliggevano i suoi parenti, a dispetto dei propri. La sua storia, tramandata principalmente attraverso le opere di Sofocle, evidenzia l’associazione diretta con quella condizione psicologica che presenta simili caratteristiche.

Manifestazioni e cause del complesso di Antigone

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La caratteristica principale di questo complesso è il tipo di attenzione mostrata ai propri genitori, sotto forma di un’esacerbata dimostrazione di affetto che si traduce nel bisogno di prendersi cura di loro sempre e comunque.

Gli individui che ne soffrono hanno spesso difficoltà a interagire in altri ambiti, quali le relazioni e le amicizie. Ogni scenario che non riguarda la famiglia diventa secondario o addirittura inutile. Di conseguenza, queste persone si concentrano solo sul mantenimento della stabilità emotiva, fisica ed economica all’interno della casa. A tal fine, smettono di prendersi cura di se stessi per raggiungere questo obiettivo.

Sono diverse le ipotesi sulle cause che influenzano lo sviluppo di questo complesso. Una delle più plausibili descrive il senso di colpa che è radicato in alcune famiglie e che influenza notevolmente i loro membri, soprattutto le figlie femmine. Queste si sentono obbligate a rinunciare a una vita propria per prendersi cura dei genitori, come fosse una necessità per evitare di sentire il peso della colpa. In altri casi può trattarsi di una situazione in cui i figli e le figlie vogliono sentirsi utili e capaci di prendersi cura dei propri genitori, per “ricambiare” le cure ricevute durante l’infanzia.

Le conseguenze di una vita vissuta per gli altri

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Le persone che soffrono del Complesso di Antigone hanno più probabilità di sperimentare episodi di ansia e stress di varia intensità. Tendono ad avere uno stato di salute notevolmente fragile e corrono un rischio significativo di soffrire di problemi sia fisiologici che psicologici.

Inoltre, l’incapacità di intraprendere una vita psicosessuale matura è in stretta relazione con il fatto che la donna è legata dalla madre da un vincolo di dipendenza psicologica. Nel caso si leghi affettivamente ad una persona, la sua vita sessuale sarà scarsa e il rapporto caratterizzato dal sacrificio e dalla subordinazione dei propri desideri per il benessere del partner.

Eva Iori

evaiori@hotmail.it

Eva Iori, nata a Roma  è una psicologa appassionata del funzionamento della psiche che da sempre si è interessata alle problematiche femminili,  e "all'archeologia dell'anima"

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