Lady Diana nella cultura di massa

Se c’è un personaggio davvero iconico nella seconda metà del XX secolo è lei: la Principessa del Galles. Moglie dell’erede al trono, madre dei giovani principi William ed Harry nessuno come lei ha lasciato il segno. Scopriamo insieme Lady Diana nella cultura di massa.

Parlare di Lady Diana nella cultura di massa,  significa aprire una pagina fiabesca e glamour ma al tempo stesso dolorosa della storia della fine del secolo scorso.

Diana Spencer, nasce a Sandringham, nel Norfolk il primo luglio del 1961 in una delle famiglie più antiche e nobili di tutta l’Inghilterra. Un’infanzia segnata dal divorzio dei suoi genitori, avvenuto quando Diana aveva solo sette anni e dal successivo matrimonio di suo padre con una donna poco amata da lei e dai suoi fratelli.

La svolta della vita della timida Diana, che fino ad allora aveva condotto una vita molto ritirata, arriva con l’incontro e il successivo fidanzamento con lo scapolo più ambito del regno: Sua Altezza Reale il Principe di Galles, l’erede al trono.

Una svolta non solo per la vita di Diana ma per tutta la corona inglese. La Royal Family (scopri quale Royal sei con il nostro TEST), infatti, attraverserà una delle crisi più dure dai tempi delle rivoluzioni inglesi. Probabilmente la crisi è finita davvero solo con i nuovi matrimoni reali decine di anni dopo.

Perché nessun personaggio ha mai avuto l’impatto di Lady D. sulla famiglia reale. Icona di stile, beniamina degli ultimi, paladina dei diritti e spina nel fianco… ecco perché l’impatto di Diana sulla cultura di massa è stato unico.

Il matrimonio da favola…

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Quella di Diana, almeno negli anni ’80, sembrava a tutti gli effetti una favola. La ragazza timida e di buona famiglia, ma che per anni aveva dovuto convivere con la matrigna “cattiva”, che incontra il suo principe azzurro.

Perché in quegli anni Carlo era a tutti gli effetti il principe che tutte volevano. Affascinante, sportivo ed erede al trono d’Inghilterra con tutto quello che ne consegue. E così i mondo ha iniziato a conoscere quella che – in teoria – un giorno sarebbe divenuta regina.

La prima cosa che il mondo ha notato è stata la dolcezza di Diana, il suo sorriso pulito e la sua timidezza. Bella, bionda e di ottimi natali. Apparentemente Diana aveva tutte le carte in tavola per essere la moglie ideale per l’erede al trono.

E all’inizio le cose sembravano procedere per il meglio con l’arrivo del primogenito William e poi del piccolo Harry. In questo modo la continuità della corona era tutelata.

Niente, però, è andato per il verso giusto. Da un lato Carlo era sempre più insofferente per l’enorme successo che sua moglie riscuoteva in tutto il mondo, dall’altro Diana sempre meno tollerante della rigida vita di corte. A tutto questo aggiungiamoci l’amore del Principe di Galles per la sua ex fidanzata Camilla e il disastro è presto servito.

Gli scandali e il divorzio

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Gli anni’90 sono stati gli anni in cui Diana ha affrontato gli scandali per i tradimenti, le interviste bomba, i libri verità e in cui il mito della principessa triste si è cimentato.

Diana con il divorzio – storico perché il primo che coinvolgeva l’erede al trono e la madre del futuro Re d’Inghilterra – ha acquisito una popolarità enorme.

Popolarità alimentata da uno stile iconico, che ancora oggi fa scuola (scopri QUI tutti i look di Kate ispirati a Diana) e da un’umanità senza precedenti. Diana era una madre attenta nonostante tutto. Allo stesso tempo era la paladina degli ultimi della terra.

Sono passate alla storia le immagini della principessa abbracciata ai malati di AIDS, in un momento in cui la gente non voleva nemmeno toccarli, o alle prese con i campi minati in Africa.

Dove c’era una causa umanitaria, c’era Diana. Non solo, Diana era il prototipo della donna tradita, di chi aveva dovuto subire anni di angheria da parte di una marito arido con una famiglia decisamente troppo ingombrante.

La morte, il mito e Diana nella cultura di massa.

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La favola triste della principessa del popolo termina bruscamente a Parigi il 31 agosto 1997. Diana, che appariva finalmente felice al fianco del suo nuovo amore Dodi Al-Fayed, perde la vita a seguito di tremendo inseguimento da parte di un gruppo di paparazzi.

Da quel momento Diana diventa un mito. Un’icona inossidabile a cui chiunque viene a contatto con la famiglia reale, viene inevitabilmente paragonato. I giorni successivi alla morte della principessa videro una partecipazione e un dolore di massa difficilmente eguagliabili.

Lo stile Diana diventa il riferimento inarrivabile per tutti i reali del mondo e non solo.

La presenza forte di Lady Diana nella cultura di massa è evidente dai tantissimi film sulla sua vita. Il cinema, infatti, ha dedicato alla principessa del Galles diversi lavori diventati cult. Da The Queen, film del 2006 on Hellen Mirren in cui si raccontano i difficili giorni della Regina Elisabetta dopo la morte di Diana, a Diana La storia segreta di Lady D con Naomi Watts.

E ancora Spencer, il film uscito lo scorso anno con Kriten Stweart che ha recentemente destato un’enorme curiosità ed è valso la candidatura agli Oscar per l’attrice. Per non parlare di The Crown, la quarta e la quinta serie, infatti, raccontano proprio le vicende del matrimonio triste di Carlo e Diana.

Insomma, nonostante siano passati 25 anni dalla scomparsa di Diana il suo mito resiste al trascorrere del tempo. La sua bellezza resterà per sempre intramontabile e soprattutto la sua umanità arriverà intatta anche alle generazioni futire.

Madeleine

Madeleine H., nata a Roma nel 1982, vive con il marito e la figlia Penelope a Napoli. È autrice di due manuali di consigli d'amore - Il Metodo e Sos Ex - e di diversi romanzi Chick Lit.

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