La Storia di Alessandra – Il lieto fine

Ve lo avevo annunciato nello scorso episodio (che potete rileggere cliccando QUI), ma anche per la nostra Alessandra siamo in dirittura d’arrivo e la fine è giunta. Come tutte le belle favole, quando ci si avvicina alla conclusione c’è sempre un po’ di malinconia, perché nel bene e nel male ti rendi conti che il rapporto non sarà più quello di prima, che qualcosa cambierà. La gioia, però, di sapere che si è fatto un buon lavoro è di gran lunga superiore. Solo per storie come quella di Diana (cliccate QUI per rileggere la sua storia), di Elisa (QUI per rileggere la sua) e Alessandra tutto il  mio lavoro di ogni giorno ha senso. Togliere spazio e tempo alle cose che amo fare, a mia figlia, a mio marito, alle amiche serve per rendere felici le persone e questo mi ripaga di molti sforzi.

Tornando nel vivo della nostra storia, abbiamo lasciato Alessandra e Michele alle prese con i primi baci e le prime uscite. Io sapevo che tutto si stava lentamente indirizzando verso la strada più giusta, ma avevo una paura… ero terrorizzata dal fatto che alla fine la loro storia si impantanasse nella zona grigia delle relazioni non definite. Non siamo amici, non stiamo insieme, usciamo ogni tanto, non ci sono legami né certezze. Uno degli errori più comuni di quando si usa troppo Il Metodo è non accorgersi quando arriva il momento di rischiare.

Le ragazze Metodo (faccio mio un modo dire de Le Regole, che se volete potete acquistare cliccando QUI) sono prima di tutto ragazze molto coraggiose e sanno che in amore non bisogna avere paura di rischiare. Il mantra che dovrebbe accompagnarvi è ‘se non mi vuole davvero allora non sto perdendo nulla, perché io valgo’. E ci sono dei momenti in cui bisogna mettere in pratica questi insegnamenti.

Dopo un paio di mesi, infatti, la situazione era arrivata a un momento di stallo e serviva qualcosa che riportasse tutto su dei binari più consoni. Parlammo a lungo con Alessandra e, nonostante tutti i successi che avevamo comunque raggiunto, lei non era ancora sicura che la mia tattica fosse vincente. Alla fine, però, si è resa conto che continuando a fare di testa sua non otteneva nulla, così ha finalmente deciso di ascoltarmi.

Doveva parlare chiaro con Michele, dirgli che si era innamorata e che voleva una relazione vera. Fino a qui, direte voi, niente di complicato, ma la sfida vera è fare capire al nostro interlocutore che non siamo disposte a scendere a patti e che non vogliamo niente di meno di una storia seria. Per farlo, però, non basta dirlo chiaramente, ma è fondamentale supportare le nostre parole con i fatti, basta un minimo cedimento e perderemo la nostra credibilità, dopo di che risalire la china sarà molto più difficile. Gli uomini, come dico spesso, funzionano un po’ come i bambini: se vedono che con un paio di capricci cediamo, allora ogni volta che si sentiranno dire ‘no’ si trasformeranno in una specie di Satana.

La reazione di Michele fu esattamente quella che mi aspettavo, e che avevo predetto ad Alessandra: là per là le disse che non era il momento e che non era interessato a una storia seria, eh già perché alla fine lui nell’ottica di friends with benefits (letteralmente amici con benefici… e non devo spiegarvi io quali sono i benefici, vero?) stava fin troppo bene e l’idea di perdere la libertà non è che gli andasse più di tanto giù. Le persone – mica solo i maschi – sono un po’ come l’acqua se non siamo noi a dare dei limiti e mettere dei paletti, allagano tutto, ed era arrivato il momento per la nostra eroina di iniziare a mettere quei paletti.

Quella sera Alessandra tornò a casa a pezzi, per quanto io le avessi già prospettato quello che sarebbe successo, sentirsi dire da Michele che non voleva impegnarsi e che non si sentiva pronto per un legame stabile, l’aveva distrutta. Il difficile, però, doveva ancora venire, perché ero sicura che il nostro Mister Giusto avrebbe provato in tutti i modi a non rinunciare ad avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Lei non avrebbe dovuto cedere, non avrebbe dovuto nemmeno rispondere al telefono o a un semplice messaggio, a meno che lui non dicesse chiaramente che era pronto per una storia seria. E così dopo tre settimane di Ciao come va? Ei ma sei viva?, di tentativi vaghi di riagganciarla e sei giorni di totale silenzio, alla fine è arrivata la svolta. Michele si è fatto trovare sotto casa di Alessandra con un mazzo di rose rosse, una matita e un biglietti con su scritto Ti vuoi mettere con me? SI, NO, barra la casella. Alessandra a quel punto lo ha fatto soffrire un po’, mettendoci diversi minuti prima di barrare la casella SI e vissero per sempre felici e contenti!

Cara Ale, ora mi rivolgo direttamente a te, questo è il tuo lieto fine, ma nella vita vera le cose non finiscono come i libri o i film… si va avanti ogni giorno a volte facendo le cose per bene, a volte sbagliando, altre non sentendoci più sicuri delle nostre certezze. Quello che ti posso dire è che io sono molto orgogliosa di te, non solo per il percorso che abbiamo fatto insieme, quanto e soprattutto perché ho visto una ragazza crescere e prendere consapevolezza di sé e questa è una vittoria di gran lunga più importante di esserti ripresa Michele.
So che ci sono stati momenti meno brillanti, ma l’importante è che li abbiate superati insieme e che oggi viviate una bellissima storia d’amore.
Ti voglio bene piccola mia,
Madeleine

Vi aspetto il mese prossimo con una nuova bellissima storia d’amore!

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Madeleine H., nata a Roma nel 1982, vive con il marito e la figlia Penelope a Napoli. È autrice di due manuali di consigli d'amore - Il Metodo e Sos Ex - e di diversi romanzi Chick Lit.

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