Il caso Marco Bellavia al Gf Vip

Il caso Marco Bellavia al Gf Vip ha portato sotto le luci della ribalta due aspetti di cui non si parla ancora abbastanza: la discriminazione verso chi ha problemi di salute mentale e l’esistenza di una sorta di bullismo adulto.

Chi sostiene che nei reality show sia tutto finto dovrebbe approfondire il caso di Marco Bellavia al Gf Vip. Sicuramente quello che guardiamo in televisione è filtrato e in qualche modo manipolato dagli autori. Ed è anche giusto e normale che sia così.

Eppure la vita vera entra in questo tipo di programmi in modi del tutto inaspettati. Penso a quante volte abbiamo trovato lo spunto giusto per parlare di relazioni e vita di coppia attraverso un programma frivolo e trash come Temptation Island.

Ci stavamo tutti pregustando una nuova edizione del GF Vip con un bel cast e dinamiche tutte da scoprire. Poi, però, ci siamo trovati a fare i conti con una realtà completamente diversa.

Abbiamo nostro malgrado capito quanto ancora i problemi di salute mentale siano un tabù e soprattutto che il bullismo sia molto più diffuso di quello che vorremmo credere. La verità è che tutti noi abbiamo del bullo un’immagine ben precisa, quasi stereotipata.

Se dico bullo e chiudiamo gli occhi vediamo una ragazzina o un ragazzino prepotente che si approfitta dei compagni di scuola più deboli. Quella del bullo è una figura che leghiamo sempre e comunque al contesto scolastico e che difficilmente riusciamo a vedere al di fuori.

La storia di Marco al Gf Vip

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Prima di soffermarci attentamente sulle due dinamiche scoperchiate dalle ultime puntate del GF Vip, occorre fare un piccolo recap per chi non segue questo tipo di programmi televisivi.

Se siete della mia generazione, ovvero nate tra il 1980 e il 1990, difficilmente non sapete chi è Marco Bellavia. Marco, infatti, è stato uno dei primi amori di moltissime mie coetanee. Idolo delle giovanissime per la sua partecipazione a programmi e serie cult come Bim Bum Bam e Kiss me Licia. Per farvi capire lui era Steve e Cristina D’Avena Licia.

Poi l’oblio televisivo e una nuova carriera da mental coach. Il suo ingresso in questa nuova edizione del Grande Fratello Vip si distingue subito per un corteggiamento serratissimo a Pamela Prati. Lui le confida di essere sempre stato attratto da lei e Alfonso Signorini porta in studio le prove andando a ripescare un messaggio del 2016 a cui la Prati, però, non ha mai risposto.

Insomma una partecipazione che inizia con il piede giusto ma che pian piano Marco inizia a cambiare. Bellavia passa dall’essere sempre sorridente a mostrare segni di tristezza. Un alternarsi di stai d’animo a volte davvero repentini che evidenziano un evidente squilibrio.

Marco nella puntata di giovedì 29 settembre viene nominato quasi da tutti gli altri concorrenti, lui crolla e chiede aiuto ma quasi nessuno gli tende la mano anzi. Marco sempre più isolato lascia la casa più spiata d’Italia suscitando lo sdegno degli spettatori.

Perché si è parlato di bullismo

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Marco è stato isolato e ignorato, lasciato a piangere in un angolo nell’indifferenza generale. Non solo… vi segnaliamo alcune delle frasi che hanno davvero indignato il pubblico e che hanno fatto urlare a bullismo:

  • Sei proprio scemo, no ignorante che è peggio. (…) Vai alla neurodeliri!” Elenoire Ferruzzi.
  • Si merita di essere bullizzatoGinevra Lamborghini
  • Ma non può entrare con gli psicofarmaci qua dentro, ma siamo pazzi!” Giovanni Ciacci
  • Stai zitto. Stai zitto! Io ti do un consiglio, poi fai come ti pare. Stai zitto!Gegia
  • Se hai problemi stai a casa tua, figlio mio. Non è che qui vieni a fare psiconalaisi gratis!Patrizia Rossetti
  • Tu sei patetico” Carolina Marconi
  • Sei la causa dei tuoi mali” Wilma Goich

Frasi e atteggiamenti che hanno colpito tantissimo il pubblico da casa. Sempre nella puntata dello scorso 29 settembre, infatti, si era dato un grande spazio alla narrazione dell’esperienza di Ciacci, primo concorrente apertamente sieropositivo di un programma simile.

Un momento molto bello, che serviva a far capire agli spettatori che non bisogna emarginare le persone sieropositive – che negli anni ’90 venivano emarginate e stigmatizzate – che oggi possono fare una vita assolutamente piena e normale.

Per non parlare dei momenti dedicati a Elenoire Ferruzzi e alla sua storia particolare. Tutto il pubblico ha empatizzato con lei quando ha raccontato di come spesso e volentieri abbia frequentato uomini in maniera clandestina perché poi si vergognavano di frequentare una persona transessuale alla luce del sole.

Oltre a loro ci sono diverse persone in questo cast che hanno portato nel piccolo schermo la loro storia e il loro bisogno di inclusione. Per questo motivo siamo rimasti tutti sconvolti dal trattamento riservato a Marco Bellavia.

Il caso Marco Bellavia, alcune considerazioni.

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Quello che abbiamo visto è stato un vero e proprio branco che ha emarginato un concorrente ritenuto debole e fastidioso. Salvo poche eccezioni, nessuno ha mostrato empatia nei confronti di Marco. Nessuno ha provato ad ascoltarlo o aiutarlo, anzi. Bellavia è stato nominato da quasi tutti, è rimasto solo e alla fine ha preferito abbandonare il gioco, sentendosi solo e incapace di affrontare i suoi problemi.

A fare impressione è stato come sia davvero complesso avere a che fare con chi soffre di disturbi mentali. Facciamo difficoltà a riconoscere determinate dinamiche ed è ancora più complesso riuscire ad aiutare qualcuno che manifesta apertamente il proprio disagio. E fa ancora più senso pensando che tra i concorrenti c’è anche Gegia che è psicologa. Non a caso l’ordine degli psicologi di Roma ha deciso di metterla sotto inchiesta.

Proprio per questo credo che occorra allargare il piano della riflessione. Perché secondo me siamo tutti a rischio bullismo. Non solo rischiamo di essere, anche se non andiamo più a scuola, vittime del branco ma anche perché rischiamo di essere proprio noi i bulli della situazione.

L’insieme di frasi che abbiamo letto, infatti, sono frasi che potrebbe dire chiunque di noi. Perché la verità è che ognuno di noi convive con sentimenti negativi. A fare la differenza è proprio il modo in cui sappiamo gestirli.

E ovviamente conta il contesto in cui certe frasi vengono dette. Un conto è dire un’innocente cattiveria al bar tra amiche. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Un altro è pubblicarlo sui nostri social, un altro ancora è farlo quando siamo influencer con centinaia di migliaia di seguaci e un discorso ancora diverso è se siamo in televisione spiati h24.

Perché non dovremmo mai dimenticarci che la visibilità porta con sé enormi benefici ma anche enormi responsabilità ed è un tema che non dovremmo sottovalutare. Esattamente come quello del bullismo o della salute mentale!

Photo Credit: MediasetInfinity

Madeleine

Madeleine H., nata a Roma nel 1982, vive con il marito e la figlia Penelope a Napoli. È autrice di due manuali di consigli d'amore - Il Metodo e Sos Ex - e di diversi romanzi Chick Lit.

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