Risolvere e perdonare: guida pratica alla serenità interiore

Quando veniamo feriti, proviamo rabbia e risentimento, talvolta desideriamo vendetta. Ma restare aggrappati a simili sentimenti può logorarci e precluderci la serenità interiore. Come imparare a risolvere e perdonare?

Perdonare è il modo più efficace di chiudere con ciò che (di spiacevole) è accaduto. Certo, ricorderai ancora i fatti, ma non ne sarai più vincolato. Perdonare non è un modo per cambiare il passato, ma il tuo futuro.
Questo articolo può essere utile a chi cerca di “fare pace” col passato, trovando una soluzione e muovendo un passo verso la serenità interiore. Che poi è l’unica cosa che conta.

Cosa vuol dire perdonare?

rabbia perdono come si può perdonare Madeleine H
Perdonare significa liberarsi dal risentimento e dalla rabbia. Perdonare non vuol dire dimenticare, sia chiaro. Nel perdono è importante mantenere il ricordo dell’accaduto e della sua gravità. Chi perdona riconosce responsabilità e colpe, così come la natura delle azioni compiute, senza sminuirle o giustificarle. Perdonare vuol dire non farsi giustizia da sé, ma non rinunciare al diritto di avere giustizia.

Perdonare non equivale a fare pace

perdono senza riconciliazioneAttenzione: il perdono non prevede necessariamente una riconciliazione. Esistono circostanze in cui non è favorevole riconciliarsi con chi si è perdonato, poiché si alimenterebbe un legame fonte di sofferenza.

Diversi studi affermano che il perdono è salutare anche nel caso di abusi o traumi particolarmente gravi. Il che non va affatto confuso con la riconciliazione, o con la necessità di ristabilire un legame. In simili casi una riconciliazione porta ad esporsi nuovamente al rischio, compromettendo ulteriormente la salute psicofisica della vittima.

Infatti si può perdonare senza per forza dover fare pace. Il perdono è un atto che può essere unilaterale e incondizionato, la riconciliazione invece presuppone l’impegno di entrambe le parti. E non sempre l’altro è disposto ad assumersi le proprie responsabilità e offrire rassicurazioni circa la propria moralità e le proprie intenzioni future.

Ma come si fa a perdonare davvero?

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Quello del perdono è un percorso difficile, non banale e che richiede tempo. È giusto che ognuno si conceda il PROPRIO tempo.
Sigmund Freud ci ha insegnato che non è tanto ciò che nella vita ci capita ad essere importante, ma ciò che facciamo di quanto ci è successo. E dunque: cosa fare di un carico di dolore insostenibile? Perdonare dà la possibilità di rendere quel dolore utile a qualcosa, chiudendo con la sofferenza.
Il perdono non si limita alla mera accettazione dell’offesa subita o dell’evento negativo vissuto, ma coinvolge un intricato processo interiore che trascende il semplice atto di scusare. Il perdono include la capacità di comprendere e accettare, distaccandosi emotivamente dalle conseguenze degli eventi traumatici. Ciò consente di liberarsi dal peso emotivo e ritrovare la pace interiore.

Le fasi del perdono

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La prima fase del perdono consiste nel prendere consapevolezza del proprio malessere, riconoscendo l’offesa subita e la sofferenza che ne è derivata. Emergono sentimenti come collera, indignazione, rancore o desiderio di vendetta.

Lasciar andare il controllo al quale è collegato il rancore può essere liberatorio. Non si tratta di permettere alle azioni altrui di passare inosservate, ma di liberarsi da una dolorosa ossessione.

Giunge poi la fase di accettazione e comprensione, in cui vengono riconosciute le emozioni negative e si cerca di comprendere il punto di vista di chi ha causato il danno. Si attenua il desiderio di punire e sopraggiungono sentimenti più positivi, come l’empatia e la compassione. Questo passaggio è difficile e lungo, può esservi instabilità e un alternarsi di frustrazione e rabbia. È importante non aspettarsi scuse o cambiamenti: il perdono non dipende da ciò che otteniamo. È un atto interno, indipendente dalle azioni altrui.

Nella fase finale ci si libera dalle emozioni negative e gradualmente compaiono sentimenti positivi. Chi ha perdonato talvolta può ristabilire un rapporto con l’altro individuo ed è in grado di attribuire un senso alla sofferenza provata e riconoscere anche le proprie responsabilità. Solo a questo punto l’esperienza negativa vissuta si rivela un’opportunità di crescita personale.

I benefici del perdono

perdonare senza riconciliarsi Madeleine H

Gli effetti positivi del perdono si estendono oltre il benessere emotivo e fisico, influenzando anche le dinamiche sociali. Il perdono favorisce una migliore gestione delle relazioni interpersonali, contribuendo a mantenere rapporti più sani con gli altri.

A livello individuale, consente all’individuo di concentrarsi sul presente anziché rimanere legato al passato doloroso, promuovendo una visione più ottimistica della vita. Alimentando la resilienza e la capacità di adattamento di fronte alle difficoltà, permette di ritrovare la serenità interiore.

Accettiamolo: non possiamo cambiare gli altri. Questo è un dato di fatto. Per raggiungere la pace interiore possiamo solo cambiare ciò che è dentro di noi.

Eva Iori

evaiori@hotmail.it

Eva Iori, nata a Roma  è una psicologa appassionata del funzionamento della psiche che da sempre si è interessata alle problematiche femminili,  e "all'archeologia dell'anima"

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