Miə figliə è Queer. Guida all’identita di genere per genitori

Se un figliə si sente prontə a dichiararsi queer è un bene, perché vuol dire che si sente liberə di esprimere la propria identità di genere. Come si sente invece un genitore?

Il termine queer è entrato da relativamente poco nel nostro quotidiano, come segno che finalmente sta aumentando la consapevolezza sull’identità di genere, oltre che sulla sessualità.
Come spesso accade, sono i giovani a fornire alle generazioni precedenti nuovi punti di vista. Può capitare che un “adulto” si senta però sprovvisto degli strumenti necessari per acquisire e maneggiare le nuove conoscenze.

Partiamo dalla definizione. Queerness è un termine “ombrello” usato per indicare le persone LGBT+ e che non si identificano in una prospettiva etero-normata. Questa parola si usa per indicare coloro che non sono eterosessuali e/o non sono cisgender.
Esiste anche un ampio campo di studio – i queer studies – che approfondisce a livello accademico le tematiche legate alla vita delle persone queer da diversi punti di vista: psicologico, medico, sociologico, storico, legale.

È molto probabile che i nostri figli siano più ferrati di noi. È naturale avere dubbi su acronimi, pronomi e termini esatti. Per questo bisogna informarsi, capire, fare domande e – naturalmente – commettere qualche errore, pronti a farci correggere dai figli.

Parola d’ordine: ascoltare


Se nostrə figliə si dichiara queer, la prima cosa da fare è metterci in ascolto.
Mostrarsi interessati ai pensieri, alle emozioni e ai bisogni è fondamentale per stabilire una relazione basata sulla fiducia reciproca. I genitori hanno il compito di accogliere i bisogni dei figli, anche se si tratta di qualcosa che non conoscono. Facendo coming out, nostrə figliə si sta aprendo con noi e ci sta rivelando qualcosa di sé, rendendoci custodi della sua fiducia. È fondamentale, quindi, riconoscere l’importanza di questo momento e la grande responsabilità che abbiamo nel costruire una relazione di fiducia. Solo un rapporto basato sulla fiducia può, infatti, porre le basi per la condivisione di tappe di crescita e scelte di vita necessari per diventare adultə consapevolə e realizzatə.

Cosa significa “queer”? Trovate uno spazio per chiarire i dubbi

identità di genere lgbtq+ figli e genitori
Comunicare con nostrə figliə è il primo passo fondamentale per comprenderlə
, ma può anche essere utile rivolgersi ad esperti per costruire nuove conoscenze e consapevolezze.

Per alcuni genitori, infatti, il primo impatto può essere complesso. Non tutti sono cresciuti in famiglie in cui il tema dell’identità e sessualità è stato esplorato serenamente. Se pensate di provare emozioni correlate al coming out di vostrə figliə, è il caso di chiedere aiuto a uno specialista esperto in tematiche LGBTQIA+. Anche rivolgersi a gruppi di genitori che hanno vissuto la stessa esperienza prima di noi può essere molto utile: sul territorio nazionale si trova Agedo, l’Associazione di genitori parenti amici di persone LGBT+, e la Rete Genitori Rainbow. Per le famiglie con una forte fede cattolica esiste anche un gruppo specializzato nell’accompagnamento di persone LGBT+ cristiane, il Progetto Giovani Cristiani LGBT.

Può esservi utile qualche libro da leggere…

Vi consigliamo qualche libro interessante da leggere se volete approfondire il tema dell’identità di genere:

  • Una storia d’amore di Carolyn Hays, Add Editore
  • Sarà solo la fine del mondo di Liv Ferracchiati, Marsilio
  • Questioni di un certo genere di Arianna Cavallo, Ludovica Lugli, Massimo Prearo, Iperborea
  • Atlante del genere. Alla scoperta dell’euforia di genere di Elena Garbarino e Mara Surace, Edizioni Clichy
  • Mio figlio in rosa di Camilla Vivian, Manni
Tata Emma

Milanese Doc! La nostra Tata Emma è una psicologa esperta di bambini e non solo...

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