Chiacchieriamo con Giorgia Marino di ‘Morbida la vita’, una blogger che per me è un vero e proprio esempio!

Qualche giorno fa vi ho raccontato del mio incontro illuminante con la splendida Giorgia Marino di Morbida la Vita (QUI il post), un blog che apparentemente parla di moda dedicato alle ragazze curvy, ma questa è solo un’apparenza, perché dentro c’è molto… molto di più. Conoscendo Giorgia si viene travolti dalla sua bellezza, dalla sua ironia e dalla sua intelligenza. Lei come me è convinta fortemente che la moda – intesa come tendenza del momento – non dovrebbe avere molto a che fare con noi donne e la nostra bellezza. Conoscendo Giorgia ho davvero imparato molto, lei è una di quelle persone con cui vai a prendere un semplice caffè e torni a casa più serena e con quel qualcosa che ti porterai per sempre.

Spero davvero che le sue parole siano per voi illuminanti come lo sono state per me!

Ciao Giorgia, quando è iniziata la tua passione per i bei vestiti e la moda?
La passione per i bei vestiti l’ho sicuramente ereditata dai miei genitori, entrambi molto attenti all’abbigliamento e alla ricerca di un proprio stile (ed entrambi decisamente vanitosi). Quanto alla passione per la moda… beh, mai. Amo l’abbigliamento, le calzature, gli accessori. Non la moda in sé (intrattenimento/tendenza/business). Per questo è quantomeno bizzarro il fatto che il mio venga definito un fashion blog. Sì, in parte lo è, ma se esistesse una categoria a sé per i blog in cui la moda viene trattata come uno strumento e non come una specie di entità superiore credo che il mio blog finirebbe automaticamente in quella categoria.

Scarpe, borse o abiti per cosa faresti follie?
Per gli abiti. Per quelli che mi stanno bene e mi fanno sentire bella. E per il make up! In effetti tendo all’acquisto compulsivo più su quel fronte (ultimamente ho un problema coi rossetti, che non avevo mai usato in vita mia) che su altri.

Entriamo più nello specifico sulla storia del tuo blog Morbida la vita. Come e quando è nata questa idea?
Ogni tanto raccontavo la mia esperienza agli amici. In particolare, mi ritrovavo invischiata in lunghe discussioni (che avevano più la struttura del lavaggio del cervello, a dire il vero) con amiche che attraversavano periodi di crisi, caratterizzati in particolare da un crollo dell’autostima. E dicevano a me ‘ma come fai ad essere così tranquilla?’. A me, che ho passato tre quarti della mia vita a piangere e autocommiserarmi. Ho realizzato all’improvviso due cose: la prima è che avevo smesso di odiarmi da un po’ e non me n’ero neanche resa conto, la seconda è che mettere a disposizione le mie esperienze e cercare di offrire spunti nuovi a quelle amiche mi appassionava e mi faceva sentire utile. Di blog ne avevo già avuto diversi, durante l’adolescenza soprattutto. Quando le due cose si sono magicamente collegate nella mia testa, è nata l’idea. E, nel giro di 24/48 ore, il blog era online.

Spesso leggo sulla tua pagina Facebook che ti stai sforzando di rimanere calma e di non entrare in polemica, cosa e quali atteggiamenti ti infastidiscono di più?
La prendo molto male quando qualcuno spunta fuori ‘out of the blue’ e mi accusa di essere falsa – è la prima cosa che mi è venuta in mente perché è successa di recente e mi sono arrabbiata moltissimo: non credo di essere falsa, anzi, purtroppo ho il vizio di dire tutto quello che mi passa per la testa fregandomene delle conseguenze e dell’impatto… per cui sono abituata a sentirmi dire che sono una ‘testa calda’, che sono impulsiva, che dovrei riflettere di più. Ma sentirmi dire che sono falsa, costruita, mi manda fuori di testa.
Altre due cose che purtroppo mi causano reazioni imprevedibili sono: la tendenza altrui a stravolgere le mie parole e cambiargli significato (quando magari ho scelto accuratamente tutti i termini, io che sono super-pignola con l’italiano, proprio per scongiurare questo rischio) e la propensione a fare propaganda, non importa se a mio vantaggio o svantaggio. Mi spiego: non sopporto quei commenti, sotto le mie foto, da corteo: ‘le ossa ai caaaniiiii’, ‘viva la ciccciaaaa‘, ‘la donna curvy è molto megliooo‘. Non so cosa pensi la gente, ma io aspiro a un mondo in cui si sia tutti liberi di manifestare le proprie peculiarità senza che si debbano creare squadroni o partiti in lotta. Vuoi vivere a modo tuo? Fallo. Ma perché devi rompere le palle a chi vive diversamente da te? Inoltre ho la tendenza a rispondere agli insulti, quando me ne rivolgono. Questa è una cosa che non faccio per me (anzi, io ignorerei molto volentieri), ma per gli altri: sono ossessionata dall’idea che una ragazza, magari troppo introversa e complessata per esporsi in prima persona, legga degli insulti rivolti a me e, non leggendo alcuna risposta, pensi che non esistano strumenti per difendersi dagli attacchi. No, cacchio, rispondo a tono e mi auguro che quella ragazzina si senta motivata a reagire a sua volta, nel proprio quotidiano, quando qualcuno le manca di rispetto. Comunque mi rendo conto che questa è una mia personalissima malattia, me lo dicono sempre.

Per il lavoro che faccio per me il massimo è quando una ragazza mi scrive che grazie ai miei consigli la storia che non andava adesso va alla grande. E a te cosa ti rende orgogliosa di quello che fai?
Il principio è lo stesso: sentire che quello che faccio ha un’utilità e non è un gioco. Le ragazze mi scrivono dicendo di avere acquisito fiducia in sé e ritrovato la voglia di curarsi, amarsi, anche migliorarsi. Dato che scrivo sempre come se mi rivolgessi a me stessa (ma la me stessa di 10/15 anni fa), ogni volta che succede questa cosa c’è una parte di me che mi sorride, si congratula e mi dice ‘continua così, ce n’è bisogno’.

È indubbio che il mondo della moda sta lentamente cambiando i suoi standard e che adesso c’è più spazio per la moda curvy. Tu cosa ne pensi? E cosa credi che si possa ancora fare per evitare di vedere sfilare in passerella e sulle riviste patinate ragazze troppo magre?
Io penso che la strada più efficace per eliminare ogni rischio non sia ‘togliere’, ma ‘aggiungere’: se ci fosse varietà nei modelli proposti, invece che uno standard dominante e tante piccolissime nicchie, tutti si sentirebbero rappresentati e nessuno penserebbe di dover perdere 10, 15, 20 kg per non essere fuori dai giochi. Secondo me manca proprio questo, la cultura della diversità. La gente non sa più cosa sia salutare e cosa non lo sia, ormai la concezione comune è completamente distorta. Non mi piace parlare di salute, teoricamente dovrebbero esserci delle figure statali ed europee preposte e dovrebbero (dovrebbero) essere loro ad occuparsi di questo, ma vedo che la gente ha un’idea distorta di cosa sia salutare e cosa non lo sia e, comunque, mi pare che siano tutti ossessionati dal peso; attenzione, ragazzi, il peso è una caratteristica visibile ma non è mica l’unico parametro: ci sono persone in leggero sovrappeso ma attive, sportive, sane, così come ci sono persone normopeso che conducono una vita per nulla salutare. Quand’è che la smetteremo di concentrare tutte le nostre attenzioni lì? Quand’è che si smetterà col terrorismo? Le stesse ricerche e statistiche dimostrano che la gente, ormai ossessionata dal peso e dalla forma fisica o bombardata da modelli di bellezza impossibili, tende a sviluppare problemi alimentari. Il disagio sta aumentando, dunque mi pare chiaro che questo metodo sia lesivo e si debba necessariamente fare qualcosa.

Grazie per lo spazio, Madeleine.
Un bacio grande,
Giorgia.

Un bacio grandissimo a te e davvero grazie per il tuo splendido lavoro. Vi ricordo che l’appuntamento con Giorgia è sempre sul suo favoloso blog MorbidaLavita.com

Morbida_è_la_vita_ChezMadeleine

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Madeleine

Madeleine H., nata a Roma nel 1982, vive con il marito e la figlia Penelope a Napoli. È autrice di due manuali di consigli d'amore - Il Metodo e Sos Ex - e di diversi romanzi Chick Lit.

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