Belli i matrimoni… per gli invitati così così

I Matrimoni per gli invitati come sono davvero? Cosa pensano gli ospiti delle nostre nozze?

Belli i matrimoni… per gli invitati così così… Partendo dal presupposto che quello del matrimonio sia sicuramente il giorno più bello della vita dei convolati a nozze, è necessario che qualcuno dica (ahimè lo farò io), una volta per tutte, la sacrosanta verità: non è lo stesso per gli invitati.

Un incubo che inizia all’incirca un attimo dopo aver ricevuto quella fatidica busta da lettere color panna, un po’ ruvida come la tua pelle appena increspatasi dal raccapriccio, al cui interno vorresti ci fosse piuttosto la riscossione trimestrale Eni Gas e Luce. E invece no, in quella busta ci sono X e Y che ti invitano ad assistere al loro coronamento d’amore in Times New Roman grassetto corsivo. Con tanto di gentile richiesta di una rapida comunicazione che confermi entusiastica partecipazione.

L’incubo inizia con il Times New Roman grassetto corsivo

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Photo Credit: isabella cataldi on Pinterest

Superato lo sgomento iniziale, quello che cerchi di provocare è un rapido auto-convincimento, basato esclusivamente su un appello diretto alla tua coscienza: “devo andarci, non posso mancare, è il loro giorno e voglio esserci!”.

 Una fase che dura un istante, quasi subito soppiantata da una più cruda e violenta scossa della tua anima cattiva: “non ci vado neanche se mi sparano.”

 Uno stadio, quest’ultimo, anch’esso di breve durata, poiché gli sposi di comune accordo con Poste Italiane ricevono un immediato SMS di avvenuta consegna: “Cari sposi, PI conferma di aver appena depositato una ruvida busta in Via Poveri Cristi, 23”.

La conferma…

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Photo Credit: ohbestdayever.com on Pinterest

Sicché gli sposi X e Y non perderanno secondi preziosi prima di telefonare il domiciliato in Via Poveri Cristi: “Ehi! Hai già ricevuto il nostro invito? Sì? Fantastico! Ci sarai… VERO?”

Ed è a questo punto che sopraggiunge il panico, quello da occhio destro che pulsa alternandosi a ritmo perfetto con il sinistro, che invece si chiude a scatti. È quel momento esatto in cui ti passano davanti le menzogne di una vita intera, sperando di ritrovarne al più presto una idonea a salvarti dal baratro della coscienza buona.

Ma non la trovi e per quanto, con meticolosa attenzione, continui a scavare nelle profondità della tua coscienza cattiva, è tempo ormai di rispondere: “certo, non mancherò”, e poi morire dentro.

I matrimoni… per gli invitati quando ti rendi conto che ti tocca

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Photo Credit: marthastewartweddings.com on Pinterest

Pian piano passeranno i giorni e inizierai quasi ad abituarti all’idea di dover partecipare ad un matrimonio: sarai (forse) riuscito a racimolare i soldi per il regalo di nozze (che vorresti tanto consegnare in quella malvagia ruvida busta che ti ha rovinato la vita, con su scritto: “godeteveli questi soldi, perché io non posso più”); avrai già chiesto una giornata di ferie a lavoro, o forse due (per la convalescenza); avrai anche programmato la registrazione del tuo programma preferito, che con ogni probabilità andrà in onda proprio quel giorno.

E quando penserai di essere ormai pronto (arreso, piegato, rassegnato)… ad un giorno dal lieto evento scoprirai che in quella malvagia ruvida busta, in basso a sinistra, Times New Roman grassetto corsivo, corpo 2, c’è una piccola, minuscola clausola che inizia con: “DRESS CODE”.

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Francesca ma per quelli che fanno sul serio Fran, classe '92, è di Napoli ed è laureata in Scienze della Comunicazione. Fran fa dell'ironia la sua arma segreta... una sorta di Chick Lit vivente!

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